Lifestyle: Leila Habiche, in anteprima mondiale la presentazione di Equanimity

Leila Benedicte Habiche è una scultrice, designer ed inventrice. Ma tante definizioni non bastano a descriverla, un dato di fatto. Chiunque l’abbia conosciuta nel suo percorso sa quanto da sempre abbia a cuore le tematiche del social design, quell’interrogarsi su forma e funzione, sull’interazione degli oggetti con il mondo e la vita quotidiana, quel progettare secondo i passi che Papanek ha indicato nel suo celebre “Design for the Real World”, pubblicato nel 1971. Al suo interno, l’autore faceva appello all’inclusione, alla giustizia sociale e alla sostenibilità, temi diventati oggi presupposti imprescindibili per la progettazione negli ambiti del design e dell’architettura, basi per una progettazione sensibile e responsabile in un mondo alle prese con una gestione attenta delle risorse dell’ambiente. Cambiare il mondo, sia a livello globale sia a livello locale, è l’aspirazione comune a tutte le forme di Social Design. E’ l’aspirazione della Habiche.

Leila ha talmente interiorizzato questi concetti che ogni suo progetto racconta quasi un rapporto cosmico che va al di là dell’oggetto in sé. La speranza di un mondo in cui la funzione degli oggetti sia anche sostenibile. L’aspirazione di cambiare il mondo tramite le esperienze quotidiane e l’interazione con i prodotti d’uso comune è la sottotraccia del suo lavoro.

Ogni sua scultura, ogni suo progetto, è interpretabile in modi diversi. I bambini giocano con Bubblegum, una scultura di polistirolo, gommapiuma e peluche ecologico. Gli adulti lo guardano cercando i significati profondi di qualcosa che assomiglia a un enorme San Bernardo o a un’asteroide. Lo stupore e l’interpretazione è negli occhi di chi guarda. Non per nulla l’home page del suo sito comincia con il suo mantra: “Il mio metodo creativo è, prima, provare le emozioni. Per questo che non posso prevedere quello che farò, perché ad un certo punto del lavoro provo un’emozione e solo dopo posso tradurla in una forma. È una catarsi di sentimenti”. Quelle emozioni e sentimenti negati da una rigida educazione familiare frutto del rigore militare di suo padre. Ma Leila vuole vivere, vuole entrare. In contatto col mondo. Rifugge quelle regole e a soli 17 parte e comincia il suo percorso. Oggi quel percorso la porta al Fuorisalone del Mobile di Milano a presentare in anteprima mondiale Equanimity, una poltrona multisensoriale che per ora gira su se stessa in un ologramma che la presenta al termine di un percorso esperienziale che si deve assolutamente provare in questa Design Week visitando l’atelier di Leila Habiche in via Tortona 31.

Si comincia scendendo le scale aromatizzate da diffusori, per arrivare nell’antro del futuro presente con l’esposizione degli Amici Extraterrestri, una serie scultiorea di forte impatto sul tema della diversità e dell’accoglienza che nel 2012 aveva inaugurato il periodo delle installazioni interattive. Poi si risalgono le scale per arrivare nel regno del domani. Ad accogliere i visitatori le opere di Leila, compresa quell’”Amico di Ieri e di Domani” una scultura a culla in fibra di vetro, sabbia e resina dipinta da cui ha tratto lo spunto per Equanimity. La poltrona è frutto della sintesi di discipline e tematiche diverse tra cui la bioarchitettura, il Feng Shui, la medicina naturale, le scienze alimentari, l’agricoltura biologica, la fisica e la biofisica, gli interessi multiculturali che hanno traghettato la designer all’interno di un intenso percorso di studio interdisciplinare e di proficua sperimentazione. Equanimity è un sistema di rilassamento all’avanguardia che consente l’applicazione di programmi di stimolazione multisensoriale appositamente studiati per favorire il benessere fisico e mentale della persona supportato da 4 brevetti e da una tecnologia all’avanguardia. L’experience è totale e unica nel suo genere: uno spazio confortevole costruito intorno alla persona e alle sue esigenze con l’obiettivo di ricaricare e riequilibrare l’energia fisica e mentale, permettendo al corpo ed alla mente di raggiungere un’omeostasi interna dell’organismo. Il design ergonomico e la facilità d’uso consentono di raggiungere da subito uno stato di rilassamento profondo, aiutando a superare situazioni di stanchezza, malessere, ansia e stress.

Grazie ad Equanimity si può sperimentare il beneficio della mindfulness, imparando ad affrontare la vita con un atteggiamento positivo e aperto. Equanimity offre inoltre la possibilità di personalizzare l’esperienza in maniera coerente alle esigenze di ciascuno grazie ad una molteplicità di programmi e funzionalità diverse (8 aromaterapie differenti, video inediti e calmanti, la postura Zero-Gravity, la musica rilassante solo per citarne alcune).

Un’esperienza che al Fuorisalone è stato possibile provare in parte sulle 4 postazioni che accolgono il visitatore alla fine del percorso: ci si sdraia, ci si lascia immergere tra colori e visioni sui grandi schermi a led che tracciano un percorso a ritroso dallo spazio al feto materno, passando per boschi e natura.

Equanimity sarà realtà a settembre. Contiamo di raccontarvela dal vivo, magari con un’intervista sulle pagine del primo numero cartaceo di 2Morrow: stay in touch. Per ora consigliamo a chi ancora non l’ha provata, un giro in Via Tortona 31 da Leila Habiche.

Fabrizio Mezzo