Lexus Leading with Light.

Lexus Leading with Light.

Nelle caverne preistoriche l’uomo viveva nel buio; ansia, paura, rumori che nella notte spaventavano: solo il vento oppure un animale predatore? Un dio arrabbiato oppure il lupo? Bisognava solo aspettare: vigilare e atttende. Poi il fuoco, la luce che rischiarava anche la notte oltre a riscaldare. La luce è da sempre all’avanguardia nello sviluppo e nella tecnologia umana. Dall’antica torcia alla lampadina di luce o alla fibra ottica di oggi, le applicazioni sono infinite. La luce è forza potente, è presente e futuro, è capacità di visione, è potere evocativo di emozioni forti o chiave per migliorare ed elevare la qualità della vita in ogni angolo del mondo.

In Lexus, la mission è da sempre esplorare le possibilità tecnologiche attraverso un approccio human centric che possa portare ad una più grande visione per il futuro. Per questo al Fuorisalone 2019, nell’ambito del Superstudio di via Tortona, Lexus ha presentato la sua ultima innovazione illuminotecnica che riflette la sua visione su come un design che ponga al centro l’uomo illuminerà la strada verso un futuro più luminoso. Nel centro del cortile del Superstudio, il monolite nero di Lexus ha campeggiato attirando l’attenzione di moltissimi visitatori che hanno atteso pazientemente in coda per esplorare il futuro grazie a una visita totalmente immersiva che, attraverso uno storytelling esperienziale li ha portati a imparare la tecnologia di illuminazione dei veicoli all’avanguardia e vivere uno show interattivo che li ha coinvolti non solo come spettatori, ma come protagonisti attivi di una dimostrazione artistica sul potere della luce per poi vivere il futuro possibile nei sei artworks dei finalisti del Lexus Design Award 2019.

Ma veniamo a Leading with Light, prima di tutto. Al termine di un percorso che dal buio portava alla luce, in un tunnel nero in cui i visitatori perdevano il contatto con la realtà e percepivano come ombre i vicini presenti, tutti potevano entrare nel piccolo anfiteatro nero in cui, ispirata all’ultima tecnologia di illuminazione Lexus, il famoso studio di design Rhizomatiks aveva progettato il concept di una performance coinvolgente combinando luci giocose e dinamiche con la danza umana e la robotica avanzata in collaborazione con Lexus (con cui aveva già collaborato nel 2014 in occasione della mostra di arte e tecnologia Media Ambition Tokyo) . Al termine dello show la magia passava nelle mani degli spettatori che, invitati a scendere in mezzo allo stage, avevano in mano la palla della luce: muovendola, alzandola, abbassandola, spostandola, ognuno creava il proprio personale effetto scenico, il proprio mondo luminoso che variava forma e intensità, direzione e posizione, grazie al movimento della palla che guidava le infinite luci mobili presenti sui lati del palcoscenico. Ogni partecipante poteva così sperimentare come l’uso innovativo della luce può avere un effetto importante sulle emozioni umane e, interagendo con l’installazione, diventare portatore di luce.

La mostra, altamente coreografata, ha utilizzato innumerevoli fasci di luci mobili, robot addestrati dai movimenti umani di una danzatrice, singola art performer in scena, la cui interazione con la tecnologia mirava a mostrare come l’approccio umanocentrico di Lexus possa rendere il futuro più luminoso. Gli effetti di fumo e strobo hanno reso l’experience un viaggio catartico non solo verso la luce, ma verso la consapevolezza del futuro e del potere dell’uomo di mutare al propria condizione, in un simbolismo che dal nero buio più totale portava al bianco di luce accecante della rivelazione.

Il percorso si concludeva in un domani possibile e migliore per l’uomo grazie all’esposizione delle sei opere vincitrici appunto del Lexus Design Award tra cui -a nostro modo di vedere- spiccavano: 1) Algorithmic Lace un reggiseno in merletto tridimensionale personalizzato per le donne che hanno subito un intervento di mastectomia realizzato attraverso la modellazione algoritmica (Lisa Mark – Usa). Questo metodo di creazione consente di evitare le parti del reggiseno che generano disagio dopo l’intervento chirurgico producendo un indumento su misura adattabile perfettamente ad ogni forma. 2) Green Blast Jet Energy (Dmitriy Balashov – Russia), un turbina ad aria su piattaforma mobile capace di raccogliere l’energia del jet blast dell’aeromobile e convertirla in fonte di energia in base alle differenti esigenze degli aeroporti.

Video performance: https://youtu.be/NxXcs7moSow

La Redazione