Brescia e provincia: territori di vino, percorsi e assaggi

Il vino: una bevanda che ci accompagna sin dal neolitico, un ideale complemento sempre più raffinato che ha in Italia eccellenze mondiali

La provincia di Brescia è una di queste, terra di grandi vini e di vetusta cultura enologica.
Vi sono vigneti ovunque, dalle colline gardesane a quelle della Franciacorta, passando dalla pianura ai ripidi pendii della Val Camonica.
E proprio a Brescia, pochi lo sanno, si trova il più ampio vigneto “metropolitano” d’Europa.
Settembre e ottobre sono i periodi più indicati per andare alla scoperta di questi territori enoturistici che hanno trasformato il proprio retroterra culturale in accoglienza, tutti da scoprire e da assaporare seguendo le “Strade del vino” che qui si snodano su percorsi tracciati fra vigne e cantine.

Il vigneto Pusterla, in città

La Strada del Franciacorta
La Franciacorta, terra da sempre votata alla viticoltura, è la terra del più pregiato vino italiano rifermentato in bottiglia con il Metodo Classico), cui dà il nome. Sulle sponde del lago d’Iseo, è amata dagli enoturisti per le colline tappezzate di vigneti, antichi borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, percorsi per passeggiate e bike, alberghi di charme e accoglienti agriturismo, raffinati ristoranti e invitanti trattorie. Qui l’ospitalità è diventata arte, da scoprire seguendo la Strada del Franciacorta, che si snoda per 90 km da Brescia al lago. Fra i tanti tesori d’arte e storia vanno visti l’abbazia olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, decorata con opere dei maggiori artisti della Scuola Bresciana del Cinquecento e del Seicento (Foppa, Romanino, Moretto, Gambara). Il monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, gioiello del romanico, dal cui sagrato si ha un eccezionale colpo d’occhio sulle Torbiere del Sebino.  Il borgo vecchio di Erbusco, con i ruderi del castello, la Pieve romanica di Santa Maria Assunta e la cinquecentesca Villa Lechi, la più scenografica della Franciacorta. Un motivo in più per visitarla, è il Festival del Franciacorta in Cantina, che la animerà nel week end del 12-13 e del 19-20 settembre.

Una veduta della Franciacorta

Strada dei vini e dei sapori del Garda
Dal lago d’Iseo a quelle del lago di Garda, il paesaggio cambia, si fa più mediterraneo. I vigneti si intrecciano agli uliveti, da cui proviene un pregiatissimo olio extravergine di oliva DOP. Tra le colline dell’entroterra e le coste della sponda bresciana del Garda, da Sirmione a Limone sul Garda, la dove si snoda la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda abbraccia le zone di produzione di tre importanti e noti vini Doc: Lugana, Garda Classico e San Martino della Battaglia. Sitoccano angoli di straordinaria bellezza, siti storici e culturali, borghi incantevoli, spiagge, e… circa 100  associati tra cantine, hotel, agriturismi, ristoranti, frantoi, produttori, musei ed enti, che rappresentano al meglio un territorio da scoprire attraverso 5 itinerari automobilistici  1 itinerario ciclistico.

I vigneti sul Garda

Strada del vino Colli dei Longobardi
Tra la città,  le ultime propaggini delle Prealpi bresciane e la pianura a sud-est, la Strada del Vino Colli dei Longobardi è un insolito itinerario enogastronomico sulle tracce della storia. Dal vigneto urbano del Pusterla (con i suoi 3,4 ettari, il più esteso vigneto metrolopitano d’Europa) che si inerpica fino al Castello e da cui provenivano i vini per le monache desideriane del monastero di Santa Giulia, si procede in pianura verso Azzano Mella, corte donata da Carlo Magno al monastero di San Salvatore in Brescia. Percorrendolo, ci si tuffa nella storia di centri come Botticino, Castenedolo, Montichiari, Montirone, Capriano del Colle, Poncarale e Flero. Lungo la Strada, oltre alle cantine, piccoli produttori d’eccellenze agroalimentari, eccellenti trattorie e ristoranti dove si gusta la più autentica cucina bresciana, collezioni da visitare, come il Museo Floreale di Montirone, il Museo del Marmo di Botticino, gli stupendi  Musei della Moda e del Costume e del Vino e del Cavatappi di Villa Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano.

I vigneti della valle Camonica

I vigneti della Valle Camonica
Nel bresciano la vite viene coltivata anche in montagna, sui declivi della Valle Camonica, i cui vini dal 2003 hanno il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Tipica. Negli ultimi anni c’è stato un recupero in questa zona, dove era stata in parte abbandonata la vite, l’estirpo si è completamente arrestato e sono sempre più i casi di viticoltori che mettono a dimora nuovi vigneti. Il risultato è che, oltre agli indubbi benefici nella prevenzione di dissesti idrogeologici, il paesaggio della media e bassa Valle Camonica sta lentamente e piacevolmente mutando, e di pari passo sono stati recuperati i valori autentici del vino: lavoro, territorio, originalità, biodiversità e tradizione, di cui i vigneti di montagna sono una delle più alte e nobili espressioni, diventando straordinari monumenti al lavoro dell’uomo. Le cantine visitabili si trovano principalmente dai conoidi ai piedi della Concarena ai terrazzamenti della media Valle, fino a Gianico e Artogne. Piacevole è il percorso “Tra vigne e Vini” (da fare in auto, a piedi o in bici) che si snoda tra i vigneti e le cantine del conoide della Concarena che tocca la Casa museo di Cerveno e interessa le cantine Rocche dei Vignali, Monchieri, Concarena, Flonno e Cascina Casola. Cinque bacheche informative illustrano la storia della viticoltura in Valle Camonica. 

Esperienze fra vigne e cantine
Per utilizzare al meglio questo ben di Dio, scoprendo sapori e saperi legati alla viticoltura e all’attraente mondo del vino, Visit Brescia propone un ventaglio di piacevoli  e spesso inusuali esperienze.
Le si scopre sul sito 
www.visitbrescia.it, nelle sezioni TASTE e MAKE

Quindi, senza indugio, “salute”!