Cagliari, la mostra di Olivo Barbieri dedicata al terremoto nelle Marche: un altro successo della Soprintendenza

L’incarico è davvero altisonante: Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, ma la piacevolezza del dialogo è assolutamente alla mano e accattivante.
Maura Picciau è la vulcanica figura che sta dietro alle iniziative di tutela e promozione del territorio e di un patrimonio spesso sconosciuto e sottovalutato. E alla mostra dedicata al terremoto delle Marche con le foto di Olivo Barbieri.

Maura Picciau, (photo credit Daniela Zedda)

Maura Picciau ha un passato in vari luoghi d’Italia dove ha maturato una sensibilità artistica e professionale che l’ha portata a Cagliari a ricoprire il delicato incarico. Una delle sue creature, seppure in terza battuta, dopo Ancona e Roma, è la mostra che aprirà i battenti domattina 23 ottobre, al pubblico, fino al 22 novembre, all’ Exma di Cagliari (EXMA – EXhibiting and Moving Arts) il più importante centro espositivo del capoluogo sardo. Si tratta della mostra “Marche Terremoto 2017/2018” di Olivo Barbieri, uno tra i maggiori fotografi italiani, inserita nella manifestazione “Racconti e Paesaggi”.

Olivo Barbieri

«Quando l’ho vista la prima volta ci sono tornata e ritornate perché le foto esposte erano incredibili, mostravano in maniera profonda e dettagliata la tragedia marchigiana – spiega la Soprintendente – Mi hanno colpito le foto che portano una testimonianza cruda e oggettiva della trasformazione del paesaggio urbano marchigiano, dopo il terremoto dell’agosto 2016».
La mostra, già esposta al MAXXI di Roma, nasce da un progetto promosso dalla Soprintendenza delle Marche e dallo stesso Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, con lo scopo di restituire l’immagine di paesaggi, opere d’arte, rovine e i nuovi fragili insediamenti e le persone che li abitano, nel territorio sconvolto dal sisma. Barbieri, con approccio artistico, spazia dall’urbano al più minuto dettaglio delle rovine, racconta la trasformazione del territorio per la forza della natura ponendo l’accento sull’effimera durata delle opere dell’uomo.
«Ho particolarmente apprezzato, fra queste foto – prosegue Picciau – una piccola ma potentissima immagine: le rovine del municipio di Arquata del Tronto, un comune che non verrà ricostruito, sovrastate dal tricolore. Un’immagine drammatica e cruda ma di una potenza emozionale unica».

Arquata del Tronto (foto di Olivo Barbieri)

E’ parte della rassegna “Racconti e Paesaggio” anche il concorso, “Linee di Paesaggio” (scadenza per la presentazione delle opere il 9 dicembre) suddiviso in quattro sezioni: narrativa, poesia, sceneggiatura per cortometraggio, graphic novel e fotografia. In questo concorso, aperto a tutti i maggiori di 16 anni, il tema è il racconto dei legami con il territorio con la natura, umana, la storia, la cultura e la società, evidenziandone i punti di forza e di debolezza. E altre manifestazioni seguiranno a corollario fino al 23 dicembre.

Una delle foto di Barbieri in mostra

Tornando alla Sardegna, la Soprintendente ha le idee chiare.
«Mi piace specificare che da un rapporto Istat del 2017 emerge che su 206 aree e 81 parchi archeologici censiti in tutta Italia, 54 sono in Sardegna: il 18,4% del totale complessivo – spiega la Soprintendente – Questo va ricordato, soprattutto perché la Sardegna, con un quarto dei chilometri di costa del paese, è troppo spesso percepita come una destinazione balneare, mentre vorremmo rammentare a tutti, compresi i nostri conterranei, che oltre a spiagge, scogliere, cale e acqua cristallina, la nostra isola ha tanto da offrire».
La Sardegna dispone di un patrimonio smisurato che occupa tutta l’isola, partendo dalle due importanti città dell’antichità fenicio-punica e romana, Nora e Tharros e poi il paesaggio, per la maggior parte vergine, che ospita reperti in ogni dove.

Pescara del Tronto, veduta aerea (Olivo Barbieri)

«I nuraghi, per esempio, la nostra più nota espressione architettonica esclusiva dell’età del Bronzo – conclude Picciau – ne sono censiti 8mila, sparsi ovunque ma sempre relativamente prossimi tra loro, uniti in un binomio indissolubile con la natura, sia sulla costa che all’interno. Per il senso che hanno assunto: un binomio imprescindibile che lega natura e archeologia in maniera indissolubile».
E per godere e preservare un tal patrimonio si punta sulla accorta politica di tutela dei beni culturali, elaborata dalla Soprintendenza.