E dopo il Thanksgiving, il Black Friday: lo shopping selvaggio è servito

Il giorno successivo a quello del Ringraziamento, partono ufficialmente le corse agli acquisti per il periodo natalizio. Si tratta del Black Friday, il venerdì nero, considerato l’inizio della stagione dello shopping natalizio negli Stati Uniti fina dal 1952. Il termine “Black Friday” non è stato cos’ tanto considerato, se non recentemente, quando le vendite in rete hanno adottato il termine e la data per commercializzare i propri prodotti. proprie vendite natalizie, con più o meno veri, “incredibili sconti”.

Durante il Black Friday la febbre da shopping (ma forse quest’anno meno) incontra un’offerta generosa nel rapporto qualità prezzo, un’estensione dell’orario di apertura e secondo una teoria si definisce “nero” perché molti lavoratori si davano per malati al fine di poter usufruire di un ponte di 4 giorni…Thanksgiving, (il IV giovedì di novembre), venerdì, e poi sabato e domenica.

Il Black Friday è di certo il giorno di shopping più compulsivo dell’anno negli Stati Uniti, con una sorta di isteria collettiva dettata da un potente marketing, per un innalzamento delle vendite a picchi incredibili, che porta circa 135 milioni di americani a spendere. Poi la tradizione, come tante altre del mondo anglosassone, si è espansa anche da noi, pronti a scimmiottare tante abitudini, anche discutibili.

Black Friday, si narra, abbia avuto origine a Philadelphia, nel 1961, dove fu utilizzato dalla polizia per descrivere il pesante traffico, sia pedonale che veicolare, del giorno dopo il Ringraziamento. Una spiegazione comune era che questo giorno era il punto dell’anno in cui i rivenditori iniziavano a realizzare un profitto, passando così dall’essere “in rosso” a essere “in nero “, dopo avere pagato tutte le spese. Ma c’è anche una versione della storia che parla del 24 settembre 1869, quando ci fu un crack speculativo sul mercato dell’oro.

Aperture anticipate per più possibilità di acquisto, fino ad arrivare, nel 2011, ad aprile alle 00.01: Target, Macy’s, Best Buy, Bealls. In questa corsa, Walmart e molti altri (Best Buy, Radio Shack, JCPenney) iniziarono ad aprire addirittura nel pomeriggio o la sera del Thanksgiving, provocando scontenti, malumori e addirittura scioperi fra i dipendenti, costretti a lasciare le famiglie sul più bello della festa.
I rivenditori annunciarono anche che avrebbero aperto la maggior parte dei loro negozi alle 20:00. Fu così che tre stati del New England conservatore e puritano, Rhode Island, Maine e Massachusetts vietarono l’apertura di grandi supermercati, grandi magazzini e megastore  il giorno del Ringraziamento.

Ma la festa dello shopping ha avuto anche risvolti “rissosi”. Dal 2006, sono stati segnalati 12 decessi e 117 feriti negli Stati Uniti per dispute, resse, calche, litigi sugli acquisti. Non solo: è anche normale che i “buyers” si accampino durante la festa del Ringraziamento fuori dai negozi, per iniziare la fila e avere un posto privilegiato per accaparrarsi gli articoli desiderati. Di certo la potente “peer pressure”, la pressione indotta da un marketing aggressivo e  martellante incoraggia le persone ad acquistare cose di cui non hanno bisogno e questa sovrapproduzione contribuisce un danno sia climatico che ambientale, oltre a dare sfogo al più sfrenato consumismo.

Quindi, signori, accomodatevi … “Black Friday” is on!