Eventi e congressi: ad oggi il 70% cancellati. Il I settembre si riparte?

Secondo i dettami dell’ennesimo Dpcm, quello del 7 agosto, dal primo settembre sarò possibile riprendere a programmare congressi ed eventi.

Con un settore che impiega quasi 570mila addetti, nel mezzo di una crisi senza precedenti parrebbe, questo, un segnale decisivo per la ripresa del settore.
L’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri), a questo proposito, ha realizzato una ricerca dal titolo “L’impatto del Covid-19 sulla meeting industry italiana: la prospettiva delle sedi per eventi e congressi”, in collaborazione con l’associazione della meeting industry italiana Federcongressi&eventi.
Il lockdown del settore ha causato la cancellazione del 70% degli eventi e dei congressi, per un danno quantificabile a livello nazionale in una perdita di circa 215mila eventi, considerando che i meeting già previsti o comunque potenzialmente ospitabili nel 2020 rappresentano il 70% del totale annuo.
La chiusura del settore è durata, a conti fatti, 6 mesi e, a causa della situazione epidemiologica globale, è facile pensare che anche da settembre in avanti l’incertezza regnerà sovrana.

Il fatidico 1 settembre però, rende ossigeno ad un settore rimasto completamente fermo che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul pil nazionale di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.
Nel più ampio panorama turistico, in cui possiamo collocare il segmento congressi ed eventi, è una “nicchia” trainante, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, che promuove all’estero l’immagine “Italia” che coinvolge un’intera filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici…) e produce ricchezza.
La riapertura avverrà secondo i protocolli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvata dalla “Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome”, con protocolli che non prevedono limiti al numero di partecipanti, a patto che sia garantito il distanziamento interpersonale.

Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi

Il presidente di Federcongressi&eventi, Alessandra Albarelli ha commentato positivamente la decisione: «Il recente Dpcm rappresenta una boccata di ossigeno per l’industria dei congressi e degli eventi. Per mesi la nostra associazione ha dialogato con le istituzioni chiedendo una data certa di riapertura, elemento fondamentale per la ripresa di un comparto che si basa sulla programmazione. Le nostre imprese si troveranno di fronte un anno difficile e pieno di incognite ma, finalmente, possono tornare a lavorare e a dare il meglio di sè. E possono farlo anche i provider ECM, cioè i soggetti pubblici e privati accreditati a presentare e fornire eventi di Educazione Continua in Medicina-ECM, cioè i congressi e i seminari con i quali i professionista della salute si mantengono aggiornati per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale».