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Bologna: un comitato di tutela per dare voce al disagio della ristorazione

Bologna dà un esempio che potrebbe essere interessante vedere seguito da altre realtà locali. A colpi di chiusure sancite da una innumerevole fila di dpcm, di decisioni prese anche delle amministrazioni regionali che di fatto vessano le attività di ristorazione, per miliardi, secondo il Sole 24 Ore, non ultima la promessa di far aprire domenica 31 gennaio, ritirata quando tutto era già pronto, per spostarla al 1 febbraio: questo il l'antefatto che ha fatto tracimare il vaso della pazienza.

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Elisabetta Valenti e Michele Pettinicchio, comproprietari dello storico “Al Pappagallo” a Bologna

Nasce il Comitato Tutela Ristoranti Bologna, formato da 72 società che operano nel campo della ristorazione di Bologna e provincia, con una ”massa critica” di 90 esercizi, fra nuove realtà e ristoranti storici.

«Abbiamo interpellato un legale di chiara fama l’Avvocato Massimiliano Bacillieri – spiega Elisabetta Valenti presidente del Comitato, comproprietaria dello storico ristorante felsineo centenario, all’ombra delle Due Torri “Al Pappagallo” – Sotto la sua consulenza legale, abbiamo presentato un ricorso al TAR alla luce delle penalizzanti restrizioni di una categoria fortemente danneggiata sia dall’emergenza pandemica, sia dall’inspiegabile accanimento su questo importante comparto turistico per la città, a nostro avviso trattato con disparità rispetto ad altri segmenti dell’economia potenzialmente “a rischio” in termini di contagio».

Nei fatti, le errate e intempestive comunicazioni, i contrordini incomprensibili emanati dello stesso Governo, hanno inutilmente cagionato ulteriori disagi, rispetto alla già precaria condizione commerciale ed economica, nonché grande confusione nella comprensione ed interpretazione delle regole. Questo atteggiamento rivela una totale mancanza di attenzione e conoscenza delle tempistiche di questo genere di attività.

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«La goccia che ha fatto traboccare il vaso – prosegue Valenti – è stata la modifica avvenuta nell’arco di poche ore, ulteriormente penalizzante, alla data di entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministero della Salute, che inopinatamente ha posticipato da Domenica 31/01 a Lunedì 01/02 l’efficacia della stessa, causando cancellazioni di prenotazioni già avute e danni dovuti ad acquisti di materie prime deperibili che di fatto non si sono potute utilizzare».

La denuncia pubblica del Comitato, che intende salvaguardare dignità e attività del settore parla di:
tardiva comunicazione di tale variazione, dopo che tutti gli organi di stampa avevano riportato fino a venerdì sera che il provvedimento sarebbe entrato  in vigore a patire da Domenica 31/01, della sua illogicità, considerando che sempre in passato tali ordinanze venivano emanate il Venerdì per entrata in vigore la Domenica successiva, i danni procurati ai Ristoranti, che in larga parte avevano da Venerdì 29/01 già effettuato tutti gli acquisti, dato corso alle preparazioni e alle operazioni di pulizia e sanificazione degli ambienti, operazioni chiaramente non effettuabili il Sabato per la Domenica.

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L’esterno del ristorante “Al Pappagallo”

A ciò si aggiungano inevitabili danni di immagine e ulteriori disagi in quanto erano state annunciate la riaperture domenicali attraverso i social network ed ogni forma di pubblicità. Infatti, ai ristoratori erano pervenute numerose richieste di prenotazioni di tavoli, che gli stessi saranno costretti ad annullare in un brevissimo arco di tempo.

«Va da sé che con queste premesse il Comitato, intende tutelare le attività – conclude Valenti – A furia di tira e molla, a forza di dare “non certezze” e di vessare le attività commerciali legate alla ristorazione, qualcuno ha preso in mano il “pallino” della protesta, pacifica, ma comunque e civilmente protesta. Questo è l’antefatto che ha portato alla creazione del Comitato Tutela Ristoranti Bologna e provincia al fine unico di far fronte ad una situazione che ormai ha varcato ogni limite comprensibile».

Un esempio da seguire, per fare chiarezza e dare il giusto peso alla correttezza dell'operato delle autorità, per il bene di tutti.