Repubblica Ceca

2021: la Repubblica Ceca al centro della scienza moderna


La Repubblica Ceca è patria di grandi personaggi storici, architetti, artisti, artigiani, letterati, musicisti, inventori, grandi menti, più o meno note. Alcuni di essi, negli ultimi secoli hanno scritto il futuro non solo del Paese, ma del mondo intero. Scienziati autorevoli che, lavorando nell’ombra, hanno inseguito e raggiunto scoperte.
Ma chi erano costoro?

La Repubblica Ceca ha dato la luce o rifugio a protagonisti del passato che in varie forme e misure hanno dato vita a scoperte di portata mondiale. La scienza, anche qui, è cosa seria, ma questo non esclude che possa rivelarsi curiosa e persino divertente. Ma quali sono gli autori di scoperte scientifiche e invenzioni tecnologiche che riguardano tutti noi?

Jan Janski


Probabilmente, la pagina più prestigiosa della ricerca medica ceca è quella firmata da Jan Janský (1873-1921), medico neurologo e psichiatra, professore universitario all’ateneo  Carlo di Praga che  nel 1906, scoprì che il sangue umano può essere suddiviso in quattro gruppi fondamentali, in base a certe differenze nelle proprietà dei globuli. Allora Janský attribuì ai gruppi sanguigni i numeri romani I, II, III e IV, mentre in contemporanea il biologo e patologo viennese Karl Landsteiner (1968-1943) faceva le stesse considerazioni e descriveva già nel 1900 i tre gruppi sanguigni come li conosciamo oggi. Sebbene il mondo riconosca a Janský l’importanza della sua scoperta, a vincere il Premio Nobel fu Landsteiner, nel 1930.
Ad ogni modo, anche nelle vene di quest’ultimo scorreva sangue della Repubblica Ceca: la madre era di Prostějov
 
Il nostro DNA è in grado, non solo di determinare il nostro aspetto ma anche a quali malattie saremo soggetti. Della sua forma elicoidale e che i cromosomi nelle cellule sono divisi da un apparato chiamato fuso meiotico era  noto, ma all’embriologa originaria della Repubblica Ceca, Zuzana Holubcová non bastava: voleva scoprirne la causa. È stata lei la prima al mondo a scoprire che il fuso di ovuli umani è disposto in modo diverso dalle altre cellule umane, che può decomporsi molto facilmente e, se ciò accade, i cromosomi si mescolano e non si dividono correttamente. Una volta fecondato, un simile ovulo può generare un embrione, destinato però quasi sempre a non sopravvivere. Talvolta invece la gravidanza è portata a termine, ma il neonato può essere affetto dalla sindrome di Down o da un altro difetto genetico.

Le scoperte scientifiche ceche più interessanti, se non altro per il momento che stiamo vivendo sul pianeta, sono certamente quelle conquistate nel campo dell’epidemiologia. Karel Rašk (1909–1987), fondatore della moderna Scuola di Epidemiologia Cecoslovacca, era un professore di igiene, che nel 1963 divenne direttore della Sezione Malattie infettive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a Ginevra e fu proprio lui a sviluppare il metodo di vigilanza epidemiologica, alla base della protezione contro le epidemie. Raška ebbe particolari meriti nell’eradicazione del vaiolo in tutto il mondo. Sebbene avesse lavorato per arrestare il pericoloso virus mortale, in Repubblica Ceca, fu lui a essere fermato, dal regime comunista. Nel 1970 fu rimosso dalla guida dell’Istituto di Epidemiologia e Microbiologia della Repubblica Ceca.

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Altri virus, altri cervelloni. Il professor Antonín Holý (1936–2012) è considerato uno dei più grandi scienziati cechi, quale chimico e naturalista, che assieme al suo team ha sviluppato farmaci contro una serie di malattie virali, come la varicella, l’herpes zoster, l’infiammazione virale delle mucose e l’epatite virale B. In collaborazione con l’azienda farmaceutica americana Gilead Sciences, ha tradotto con successo in formula farmaceutica i preparati usati nel trattamento dell’HIV/AIDS.

Antonín Holý

Al tempo del professor Otto Wichterle (1913–1998), il fondatore della chimica macromolecolare, le lenti correttive per gli occhi ovviamente esistevano già, ma erano fatte di vetro e plastica dura, inflessibili. Lo scienziato e inventore ceco si concentrò quindi sulla sintesi di gel idrofili, al fine di trovare un materiale più adatto per le protesi oculari. In collaborazione con il chimico Drahoslav Lím, sviluppò un idrogel trasparente, bocciato però dal Ministero della Salute. Deciso a non arrendersi, Wichterle iniziò a lavorare sul gel a casa e finì con l’assemblare il primo dispositivo per la produzione di lenti a contatto in gel letteralmente sulle proprie ginocchia. Anche lui fu vittima del regime comunista, che dominava la Repubblica Ceca, che a sua insaputa vendette il brevetto all’America, per di più a un prezzo irrisorio. A consolare lo scienziato, almeno in parte, arrivò infine, nel novembre 1989, la nomina a presidente dell’Accademia delle Scienze cecoslovacca.

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La vera rivoluzione in fatto di fibre arrivò però con la scoperta delle nanofibre: un materiale rivoluzionario ritenuto dagli esperti. Il materiale del terzo millennio impiegato ampiamente in medicina, ma anche nell’industria aerospaziale, automobilistica e in quella dell’abbigliamento tecnico. La rivoluzione iniziò nel 2003 al Politecnico di Liberec, dove vennero elaborati il processo tecnologico di produzione industriale delle nanofibre polimeriche e, in collaborazione con l’azienda di Liberec Elmarco, una tecnologia unica per la loro produzione, il nanospider.
A capo del gruppo di ricerca dell’università c’era il professor Oldřich Jirsák. Le nanofibre sono infinitesimali, visibili solo al microscopio e mille volte più sottili dei capelli. In medicina oggi sono fondamentali: nella produzione di vasi sanguigni artificiali, nel trattamento delle ustioni o nella produzione di teli protettivi (nessun batterio o virus può attraversarle, mentre possono penetrarle le molecole di ossigeno).
 

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Il Semtex, esplosivo al plastico prende il nome da Semtín, sobborgo di Pardubice, dove ha avuto origine, e dall’azienda Explosia che lo ha sviluppato. Padre del Semtex, dal tipico colore arancione mattone, è lo scienziato Stanislav Brebera, cui si deve la realizzazione di un esplosivo che voleva essere potente ma sicuro, facilmente modellabile e impermeabile. Gli scopi bellici erano scontati, ma poi il Semtex divenne arma incontrollata nelle mani del terrorismo internazionale… Ecco perché oggi viene prodotto solo in piccole quantità, esclusivamente per utilizzo interno (no export) e le vendite sono controllate da un ente governativo della Repubblica Ceca. Al contrario, è impiegato proprio nella lotta al terrorismo il dispositivo chiamato disintegratore, sviluppato da Ladislav Říha, chimico ceco e leader di un gruppo che si occupava dello sviluppo di esplosivi al plastico. Il dispositivo può smaltire i bagagli sospetti a distanza, senza contatto diretto con prodotti pirotecnici. Può perforare un involucro di acciaio spesso fino a quattro millimetri in pochi millisecondi e distruggere il detonatore: la carica all’interno del bagaglio, quindi, non esplode e lo smaltimento delle bombe risulta più facile e sicuro.
 
Per lungo tempo, i cartoni animati sono stati realizzati esclusivamente disegnando a mano migliaia di immagini sfasate oppure, più tardi, impiegando modelli digitali su computer. Combinare entrambi i metodi è stato infine possibile solo con l’aiuto di strumenti di computer grafica avanzati, un metodo però assai costoso e lungo. A un certo punto, ecco che il gruppo di ricerca di Daniel Sýkora, laureato alla Facoltà di Ingegneria Elettrica del Politecnico di Praga (dove nel 2007 conseguì il dottorato di ricerca nel campo dell’informatica), arriva a sviluppare una procedura informatica per trasformare un film animato 2D piatto in uno spettacolo tridimensionale. E’ l’esordio del 3D. Oggi l’algoritmo Ink-and-Ray più avanzato, creato in collaborazione con Walt Disney Studios, può dare profondità all’animazione dei cartoni animati e può creare un’immagine stereoscopica. Il film Il Re Leone, per esempio, ha subito un’incredibile trasformazione, aprendo così la strada a una conversione 3D dei cartoni animati classici.

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Museo Nazionale della Tecnologia, Praga

E dove si possono scoprire le scoperte?
In Repubblica Ceca, la scienza può essere persino divertente. Ecco alcuni suggerimenti per cimentarsi con esperimenti e formule.
Al Techmania Science Center di Pilsen le postazioni interattive dimostrano che la scienza e la tecnica non sono affatto noiose.
A Ostrava, ecco lo Svet Techniky, grande centro scientifico e tecnologico dove scoprire come funzionano tutte le “diavolerie” di uso quotidiano cui siamo ormai abituati. Dalla prima macchina a vapore fino alle più recenti invenzioni robotiche.
L’IQ Park, all’interno del centro di divertimenti e acquapark Babylon di Liberec, è il primo parco scientifico della Repubblica Ceca, con duecento aree espositive interattive per scienziati in erba.
A Praga da non perdere il Museo Nazionale della Tecnologia, le cui esposizioni interattive svelano i segreti delle tante conquiste tecnologiche dell’uomo, a partire dalle numerose macchine di uso quotidiano cui non sapremmo più rinunciare ma che a qualcuno un tempo toccò inventare.