Turismo

E venne il tempo del Ministero del Turismo…

La storia la conosciamo tutti: abolito dal referendum del 1993, con una decisione miope e inappropriata, il Ministero del Turismo, a lungo relegato a ruoli secondari quale costola di un ministero “maggiore” o affidato a sottosegretariati vari, torna a splendere di luce propria. Sarà la volta della riscossa?

La domanda avrebbe dovuto essere una sola: “Come può un settore, quello del Turismo, che produce il 13% del pil essere senza un ministero dedicato? Solo la miopia politica e amministrativa di un paese preda di decisioni irreali può arrivare a questo.

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Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi

Il governo di Mario Draghi avrà nuovamente un dicastero dedicato a questo asset che, se potenziato in maniera intelligente attraverso formazione, coscienza, cultura, educazione civica, permetterebbe di creare posti di lavoro e indotto importante, molto più di quello che ora costituisce, (già di per sè notevole) senza un indirizzo, una governance, una’dea, un piano.

Non ce ne voglia il titolare (riconfermato) al Mibact, ultimo ombrello sotto il quale il turismo ha vivacchiato, Dario Franceschini, se sosteniamo che la sua competenza non sia stata sufficiente alla gestione di un settore complesso come il turismo, complesso in ogni sua componente. Certamente come Ministro della cultura e delle attività culturali va bene, ma, come hanno sancito tutti i player della filiera, come Ministro del Turismo proprio no.

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Il neo ministro del Turismo, Massimo Garavaglia

Così una delle novità del neonato governo Draghi riguarda proprio questo: il Turismo esce dall’orbita dei Beni e attività culturali e riprende la dignità di ministero a sé. A guidarlo l’ex viceministro all’Economia Massimo Garavaglia, appartenente alla Lega, come Gian Marco Centinaio, il suo predecessore, che aveva già dimostrato di sapere di cosa stesse parlando. Lo avremmo rivisto volentieri, Centinaio, ma concediamo a Garavaglia il beneficio di dimostrarsi.
Secondo le dichiarazioni del Premier, si tratta di un Ministero con portafoglio, cioè con capacità di spesa autonoma.

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L’ex Ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio

Il settore, prima della crisi del Covid, pesava per oltre 200 miliardi annui di giro d’affari con una cinquantina di saldo attivo sulla bilancia commerciale e un’incidenza di circa il 13% del Pil italiano. Uno dei settori economici più vitali, quindi, nel quale sono (erano) impiegate circa il 15% delle forze lavoro fra dirette e indirette. Con un calo di oltre 230 milioni di presenze nel 2020 rispetto al 2019, e un 2021 che non sarà di certo migliore, viste le premesse (chiusura montagna, ad esempio) il turismo merita non solo una attenzione particolare, ma un ministero autonomo, autorevole, capace, presente e, soprattutto, competente.

Queste saranno stati di certo le condizioni che hanno indotto Draghi a puntare su un ministero dedicato, cosa peraltro nota agli insensibili ambienti politici, che per anni hanno ignorato le richieste in tal senso degli operatori. Per togliere al Mibact la potestà o delega al Turismo servirà una legge apposita o un decreto. Insomma prosegue un calvario di situazioni per un comparto che meriterebbe una sensibilità e attenzione mai avuti.

Massimo Garavaglia è quindi il nuovo responsabile del dicastero del Turismo, autonomo, nel senso che quando l’iter sarà completato sarà dotato di portafoglio, sebbene in un primo momento sia censito come “coordinamento iniziative per il turismo”.  Questa realtà, preludio al Ministero vero e proprio, vedrà l’ex sottosegretario e viceministro all’Economia nel primo governo Conte, (Lega) al comando.

Ma ripercorriamo le tappe del ministero del Turismo e dello Spettacolo, in prima battuta, istituito nel 1959 e poi abrogato con il referendum del 1993.
Nel 2001 una riforma aveva modificato il Titolo V della Costituzione attribuendo alle regioni autonome, alla stregua di quelle speciali, il potere decisionale in fatto di turismo, rendendo il tema in questo modo strategico all’interno della Conferenza Stato-Regioni.

Nessun ministro era stato poi nomiato con la delega specifica, tranne una fugace quanto poso efficace esperienza senza portafoglio di Michela Vittoria Brambilla nel IV governo Berlusconi (maggio 2009-novembre 2011).

Cortina2021
Cortina d’Ampezzo, emblema della montagna turistica italiana

La pandemia ha toccato con violenza il nervo scoperto del settore e lo scorporo dell’industria turistica dal Mibact, rappresenta un passaggio determinante e cruciale per restituire a questo settore economico una certa autonomia e soprattutto la dignità che merita chi produce (va) un ottavo del prodotto interno lordo.

Forse sì o forse no: le rivendicazioni e le manifestazioni, gli incontri, le richieste da parte del settore tutto in questo ultimo anno, forse hanno fatto luce su un’ombra che pendeva su un settore economico così importante ma altrettanto fragile.

Così Dario Franceschini, la cui rappresentatività del settore è stata unanimemente contestata in termini di capacità, resterà a gestire la cultura.

Un fremito di gioia e soddisfazione ha attraversato i player del settore Turismo dai social alle prese di posizione ufficiali, per questo annuncio che in realtà ha sorpreso (positivamente) un po’ tutti.

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Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria viaggi

Astoi Confindustria Viaggi ha salutato con grande soddisfazione la prossima creazione di un ministero con portafoglio dedicato esclusivamente al turismo – si legge sui social collegati alla Associazione – questo è il frutto di tante battaglie fatte dalla nostra e da altre associazioni che hanno ripetutamente chiesto un ministero dedicato, che finalmente restituisca al turismo la dignità e l’importanza che merita.
Pier Ezhaya, presidente Astoi, si dice preoccupato per l’incognita legata ai tempi di realizzazione e operatività: «I tempi per il passaggio di consegne ci preoccupano molto, perché la grave crisi del settore richiede soluzioni urgenti e non può attendere i tempi della burocrazia».

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Ivana Jelinic, Presidente Fiavet

Anche per Fiavet Confcommercio, già grande sostenitrice di Gian Marco Centinaio, Ministro del Turismo, predecessore di Garavaglia, l’idea è vincente.
«L’attenzione del premier Mario Draghi al nostro settore – dichiara  Ivana Jelinic, presidente – è tanta da dedicare, finalmente, al turismo un ministero specifico, istituzione attesa da anni da tutto il comparto, che giunge nel momento più difficile della storia del turismo italiano».

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Luca Patanè, Presidente Confturismo

 Luca Patanè, presidente Confturismo e vicepresidente Fto si esprime così: «Un ministro del Turismo che abbia competenze e attribuzioni ritagliate nel quadro previsto dalla Costituzione e con portafoglio è una bella notizia. Ci voleva il professor Draghi per risolvere con determinazione e lucidità una questione sulla quale ci si è arrovellati il cervello da decine di anni senza trovare mai la soluzione. Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo sperare si apra una grande stagione per il turismo, stremato dalla crisi in corso».

Evidentemente le parole di Patanè grande sostenitore, come del resto chiunque sia in prima linea, del Ministero del Turismo hanno colto nel segno…

E facciamo che questo mattino sia foriero non solo di un …buon giorno formale.