Sabato mattina, giorno di spesa per i comuni mortali che durante la settimana non riescono a trovare un attimo per non dico riempire, ma almeno ripopolare il vuoto pneumatico che si crea giorno per giorno con lo svuotamento delle risorse casalinghe di sopravvivenza. E non parlo solo di cibo, dove spesso Deliveroo o come si chiami in uno dei tanti rebrand e accorpamenti, ha trovato modo di venire in soccorso. Parlo anche di saponette, dentifricio, detersivo per lavare i piatti e non mangiare nelle confezioni di cartone della pizza con le posate di plastica che inquinano più di un diesel Euro 0.

Quindi, armato della mia lista elettronica su iPhone, parto e arrivo all’Esselunga, scelto semplicemente perché più vicino a casa dell’Iper in cui invece adoro perdermi per la quasi infinita possibilità di scelta di marche di prodotti da luna park del consumo (cosa impensabile all’Esselunga che oltre ai prodotti a marchio proprio ha pochissime altre brand frutto di accurata selezione non si capisce in base a quale criterio), oltreché per una eccellente qualità e una disposizione visiva che anche se non è proprio quella della Bouqueria di Barcellona, non sfigura per essere un centro commerciale. Preso il lettore per evitare code alla cassa, comincio il giro tra scaffali e testate di gondola. Finita la mia spesa minimal, arrivo alla cassa, passo il lettore e vengo sorteggiato come fortunato vincitore di una rilettura della spesa che non mi consente di pagare velocemente con la carta e uscire. Tiro fuori pazientemente le mie 5 ciarabattole e la cassiera procede alla rilettura. “Rilettura perfetta, può pagare. Grazie” mi dice sorridendo.

A quel punto sono curioso. Mi siedo di fronte alla cassa, davanti all’uscita e conto quante riletture con scoperta di frode scoprano al sabato mattina. Passa mezzora e, di tutte le riletture (poche per la verità, meno di 10 se non ho contato male), nessuna era errata o fraudolenta. Premetto che non sono uno studioso di furti al supermarket, ma mi sorgono dei dubbi. Ora, o di sabato mattina sono tutti integerrimi cultori dell’onestà, oppure queste riletture sono totalmente inutili e varrebbe la pena che la povera commessa costretta a fare la guardiana ai ladri di polli (quanto mai si potrà rubare su una spesa? 15 euro? 20 euro su quelle grandi?) venisse impiegata in compiti che ripaghino meglio del suo stipendio. Ma soprattutto, chi si frega 10 euro di spesa, forse semplicemente sta attuando un meccanismo di autodifesa, o di recupero sui “maggior prelievi occulti” fatti dal supermercato stesso.

Mentre facevo la spesa infatti, ho notato che stranamente l’insalata era bagnata d’acqua …certamente per conservarla meglio! Ma 1 hg d’acqua pagato come insalata su ogni cespo, credo a fine giornata facciano una revenue non indifferente ben superiore a quello che la gente può essere in grado di rubare. Lo stesso dicasi per i porri abnormi dalla lunghezza spropositata; quasi una mutazione genetica “a scopo di prelievo”. Arrivati a casa ne butti metà perché inutili. Ma sono pesati e pagati per buoni. Vogliamo parlare delle foglie sui cavolfiori o dei loro gambi che aumentano di alcuni etti la pesata inutilmente? Dei finocchi con fronzoli che paiono esposizioni floreali? Oppure degli avocado che la polizia dovrebbe includere tra le armi improprie perché sono talmente duri e acerbi che un sampietrino in pieno petto fa meno male? E potrei continuare. Con la merce esposta quasi al limite della scadenza che se non te ne accorgi e se non la mangi in pochi giorni la devi buttare.

Ci saranno senz’altro ragioni che non capisco e non conosco. Ma allora, che qualcuno le spieghi, metta dei cartelli con la ragione. Altrimenti ti chiedi …allora che è il ladro? Un po’ come nella “Casa di carta” su Netflix: non si sta dalla parte della polizia ma dei cattivi che in fondo cattivi non sono; almeno nelle intenzioni, perché ognuno ha un motivo serio e personale per stare nella banda, ma con l’impegno di non far del male a nessuno. E cosi ti ritrovi a sperare che Denver, Rio, Tokyo e tutti gli altri ce la facciano. In nome di tutte le persone comuni quotidianamente vessate senza possibilità di ribellione.