IPW 2019: show’s off

“I fuochi saranno riaccesi fra un anno; la scena si chiude, andiamo. La luna è fuggita dal cielo; volando vedremo dov’è. E il tempo ci chiude fra i sogni e le strade di altre città”; sono le parole di una canzone dei Pooh che ritorna in mente adesso che l’aereo sta per partire, che nella memoria mi restano le immagini di un altro IPW concluso. Si salutano gli amici, si stringono mani, si raccolgono biglietti da visita e si fa il punto degli incontri. Ognuno ha una storia che chiude in valigia, ognuno un particolare che resta in testa mentre l’hotel chiude il check out, mentre al controllo passaporti ti vistano l’uscita sul biglietto.

Anaheim si è chiuso con un altro parco dei divertimenti, il Knott’s Berry Farm, che da vecchia fattoria è diventato un luogo di avventura e thrilling tra roller coaster futuristici e ambientazioni da vecchio west. Ancora una volta,un altro anno ancora, gli USA si sono mostrati come destinazione turistica, come luogo principe dove andare per trascorrere una vacanza, fare un meeting, lanciare un prodotto internazionale.

Negli occhi restano le immagini di 4 o 5 giorni di lavoro duro, di presentazioni e colloqui; ma anche di networking informale, di amicizie che restano tra un whatsapp e una foto da condividere. Restano le mattine con la sveglia dettata da Visit California al California Plaza, un’iniziativa fantastica che ha presentato la nazione con le sue attività, gli spot imperdibili, le specialitàò di cucina:da quelle hard a quelle salutiste. E in meritoalla salute, duro ma bello, svegliarsi per fare ginnastica all’aperto o una gara di spinning e poi una doccia, indossare giacca e tailleur per gli incontri prima di tornare a bere qualcosa, a rilassarsi sulle sdraio, a vedere e toccare da vicino qualche animale dello zoo del Seaworld di San Diego (i più coraggiosi hanno anche fatto amicizia con uno splendido pitone di 5 metri e un coccodrillo all’apparenza poco rassicurante).

Nel cuore resta la spiaggia di Huntington Beach, le tavole da surf allineate, i corpi atletici da film degli istruttori e dei semplici ragazzi che arrivano e parcheggiano il camper davanti alla spiaggiapronti a sfidare le onde oggi come allora in “Un mercoledì da leoni”. Nel cuore ancora, c’è il ricordo dell’energia incontenibile dei Beach Boys sul palco del primo pranzo, la malinconia delle canzoni e delle coreografie del Re Leone offerte da NYC&CO il secondo giorno.

IPW è una macchina che funziona anno dopo anno. Con le sue feste più o meno trasgressive, con la voglia di esserci e la necessità di fare hop on hop off da una all’altra perché ognuna ha qualcosa da trasmettere, un’emozione da far vivere. In altri articoli racconteremo delle conferenze stampa tradizionali o innovative (New Orleans non ha fatto una press conference ad esempio ma un press concert, presentando la città tra musica, cibo e cocktail, per vivere l’atmosfera unica della destinazione).

Adesso è il momento dei saluti. La scena si chiude e l’appaluso che chiude gli incontri alle del mercoledì pomeriggio mentre si spengono le luci degli stand lascia addosso quella malinconia che prende alla fine di un concerto, di una vacanza. Lascia addosso la voglia di rifare. Oggi si parte pensando al 2020, a Las Vegas che ospiterà il nuovo IPW. Con la speranza di avere tanto da ricordare ma magari da non raccontare perché …”tutto ciò che succede a Vegas, resta in Vegas”.

Dal nostro inviato a Anaheim, Fabrizio Mezzo