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“Abbiamo un annuncio importante da condividere in merito a IPW. A seguito di un accurato processo decisionale in base al quale abbiamo esplorato ogni opzione praticabile per procedere quest’anno, IPW 2020 viene annullato”. Questa l’email di Malcom Smith – General Manager di IPW- che annunciava questa notte l’abbandono di ogni speranza di realizzare la più importante fiera di promozione del settore turistico americano. 

“Mentre le sfide di questo momento sono ovviamente sentite in ogni angolo del mondo, è chiaro che la comunità dei viaggiatori è stata particolarmente colpita. È profondamente triste che l’IPW di quest’anno non ci fornisca l’opportunità di raccogliere e forgiare un percorso insieme” continua Smith. E la drammatica situazione in cui versa tutto il settore è testimoniata dai dati. 

Ogni anno IPW riunisce circa 7000 delegati da oltre 70 paesi che genereranno incontri e svilupperanno un ritorno di affari pari a 5,5 miliardi di dollari in futuri viaggi internazionali negli Stati Uniti nei tre anni successivi a ogni edizione (studio Rockport Analytics). Con oltre 100.000 appuntamenti commerciali tra fornitori e acquirenti, il report stima che l’attività svolta comporterà: 5,5 miliardi di dollari in prenotazioni dirette; oltre 11 milioni di visitatori internazionali; la generazione di 83.000 posti di lavoro; un cash flow di 3,7 miliardi di dollari in entrate fiscali federali, statali e locali e 8,1 miliardi in salari e stipendi. 

Malcom Smith conclude la comunicazione dicendo che “Fino a quando non saremo in grado di riunirci di nuovo faccia a faccia in IPW, stiamo esplorando i modi per mantenere il nostro settore connesso e coinvolto; nel frattempo cercate di stare al sicuro”.

Fin qui i fatti. L’analisi invece, al di là della tristezza e della tragicità del momento, comporta un pensiero di fondo che rimette in gioco a livello completo il mercato del turismo. Siamo di fronte a un momento che, in assenza di una sicurezza totale che mai più potrà essere garantita a meno di rendere virtuale ogni contatto, rimette in discussione completamente il mondo delle fiere e delle manifestazioni di presentazione. Il mondo degli eventi è profondamente ferito a livello morale ed economico. Oggi non siamo di fronte a una sfida. Purtroppo siamo di fronte a una perdita. La perdita della possibilità di lavorare e di confrontarci come eravamo soliti fare. La perdita di socialità. La perdita della possibilità di realizzare un catering o un pranzo, un incontro one to one, una presentazione. 

Il mondo degli eventi dovrà trovare nuove modalità. Ma soprattutto dovremo tornare tutti a una pseudo-normalità che ci riporti in fretta al pre-Covid19. Perché la convivenza con una modalità di ricerca di sicurezza sarà comunque solo un arginare perdite, non un tornare a guadagnare.