#Italialive: un tavolo di lavoro col Governo per la event industry

E finalmente, dopo i #bauliinpiazza a Milano e dopo la riuscitissima manifestazione #SOScongressiEconvegni di martedì scorso 27 ottobre in Piazza MonteCitorio le associazioni rappresentate sotto il cartello di #Italialive sono state ricevute in un tavolo interministeriale il 29 ottobre per approfondire le problematiche relative alla filiera dei congressi, delle fiere e degli eventi aziendali. Con i sottosegretari Alessia Morani (Sviluppo Economico), Francesca Puglisi (Lavoro), Lorenza Bonaccorsi (Beni e Attività Culturali), Manlio Di Stefano (Esteri), e il viceministro Antonio Misiani(MEF), sono stati affrontati argomenti di particolare importanza per la event industry anche in relazione al recente Decreto Ristori. 

Le associazioni aderenti a #Italialive, presenti all’incontro insieme ad altre sigle, esprimono grande soddisfazione per la sensibilità e l’apertura dimostrate dalle istituzioni governative, dichiaratesi disponibili a valutare con grande attenzione le richieste già in larga parte contenute nel documento inoltrato ufficialmente nella giornata del 27 ottobre. Di particolare importanza la decisione di avviare, presso il Mise, un tavolo di lavoro permanente per compiere, insieme, un percorso che porti alla messa in sicurezza prima, e alla ripresa poi, di un comparto particolarmente penalizzato dalla pandemia generata dal covid-19. 

Il tavolo permanente è un segnale molto importante che fa ben sperare, ma non abbassare la guardia. Troppe volte alle parole e alle promesse politiche non sono seguiti fatti concreti; troppo si è atteso (e alcuni ancora attendono) per avere i ristori promessi a marzo, deliberati ad aprile, concessi a maggio e per alcuni ancora in stato di stand by. E troppo poco è stato dato a categorie che hanno visto azzerare, da un giorno all’altro ogni loro incasso, senza previsione di poter ricominciare.

Per prima cosa occorrerà risolvere il nodo della problematica dei codici Ateco, descrittivi dell’attività professionale delle aziende operanti nella event industry considerate nel recente Decreto Ristori. Al vaglio la possibilità di inserire altre categorie non considerate nel Decreto pubblicato il 28/10 perché quasi nessuno ha ancora capito cos’è la event industry e quante categorie coinvolge come si evince dall’elenco presentato e pubblicato da #italialive e ADC.

Sempre in tema di Decreto è stata considerata la possibilità di valutare l’ampliamento dei ristori dedicati alla event industry e, non da meno, di verificare tutte le strade possibili per sostenere le imprese del settore da un punto di vista finanziario e fiscale. Chiarito anche il punto relativo ai “congressi e convegni a distanza” che non possono essere una riposta all’emergenza poiché comportano l’abbattimento del 70% del fatturato e una perdita media dell’occupazione del 50%.

“Essere riusciti finalmente a sedersi intorno a un tavolo con gli interlocutori più qualificati – commentano le associazioni aderenti a #Italialive – è un importante punto di arrivo e, allo stesso tempo, di partenza per diffondere il valore dell’industria dei congressi e degli eventi che, ricordiamo, genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul PIL di 36,2 miliardi, e impiega 570 mila addetti. Un’industria che l’epidemia causata dal covid-19 ha bloccato con perdite pesantissime di fatturato, stimate a oltre l’80%, con una conseguente, drammatica, ricaduta sul piano occupazionale. Siamo un’industria in agonia che necessita di essere sostenuta con tutti gli strumenti possibili”. 

Da oggi si attendono concreti atti di sostegno sia in termini economici, ma soprattutto in termini di riaperture. Il settore era già in regola prima di ogni DPCM; ma si è subito adeguato alla nuova situazione, incrementando maggiormente il tracciamento dei partecipanti, misurando temperature con sistemi all’avanguardia, purificando gli ambienti, verificando l’obbligo di mascherine e guanti. Eppure è stato fermato dall’oggi al domani, senza alcun ragionevole motivo. Sul tavolo che il Governo ha aperto la lista delle richieste è scritta a chiare lettere e impone tempi brevissimi per cominciare a lavorare nel 2021, perché un evento o un congresso non è un interruttore della luce che si accende e spegne in un nanosecondo, ma una macchina che necessita di mesi (quando non di anni) di preparazione e ingaggio.