Le PMI cambiano strategia: più digitalizzazione e più webmarketing

La pandemia ha innescato un processo di revisione nel modo di procurarsi clienti e nell’utilizzo dei canali di vendita. Quasi metà delle aziende ha avviato campagne di Google Ads, 4/5 puntano sui social, il 68% ha avviato un restyling del proprio sito.
Il 53% ha avviato due o più azioni di web marketing negli ultimi 3 mesi ed è tra i commercianti al dettaglio che si registra l’incremento maggiore
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La pandemia ha fatto scattare, forse accelerando i tempi, un vero e proprio processo di digitalizzazione in molte aziende italiane, fenomeno  diffuso a tutti i livelli, dagli uffici alle attività commerciali. L’ambito in cui appare maggiormente evidente è, comunque, tra le piccole e medie imprese, fino a qualche mese fa poco attive nei progetti digitali, concentrate su altre metodologie.
Secondo uno studio condotto da un’azienda specializzata nel web marketing, fra i migliori 30 Google Premier Partner del mondo, le PMI che negli ultimi 4 mesi hanno avviato almeno una azione di web marketing sono cresciute dell’86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I settori in cui si è avuto il maggior incremento sono stati il commercio al dettaglio di prodotti artigianali e la ristorazione, seguito dai sevizi professionali appartenenti a categorie che fino a prima della pandemia erano poco attivi sui social, come i personal trainer, o che hanno incrementato la propria attività con corsi online, e dal settore del turismo.
Nel 38% dei casi, è stato scelto un solo strumento sul quale investire, mentre nel 53% due o più iniziative su canali differenti. Solo il 9% degli imprenditori analizzati ha optato per l’immobilità proseguendo come aveva sempre fatto. 
Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, il 78% ha scelto di investire principalmente sui social network, soprattutto Instagram e Facebook, anche se in alcuni casi si punta anche su YouTube e LinkedIn, mentre Twitter sembra essere poco utilizzato in questo contesto, probabilmente per la differente finalità oggettiva. Il 62% delle PMI analizzate nello studio ha apportato una serie di importanti modifiche al proprio sito web, dal restyling grafico, alla modifica del menu e alla riorganizzazione delle informazioni in ottica seo, ma anche e soprattutto la creazione di e-commerce proprietario.
Quasi un’azienda su 2 (49%) ha avviato almeno una campagna di Google Ads, il 17% ha acquistato articoli a pagamento su testate online, il 5% ha realizzato campagne di e-mail marketing, mentre un 8% ha scelto altro ancora.

Dopo il lockdown di primavera, le attuali restrizioni e con lo spettro di nuove future chiusure, sempre più imprenditori hanno aperto a nuovi canali di vendita. Il 34% degli imprenditori ha deciso di mettere la propria attività su Google shopping, il 26% su altre piattaforme di vendite online, il 19% ha realizzato una propria piattaforma di e-commerce.
Il risultato secondo l’azienda è che rispetto alle mutate abitudini dettate dalla pandemia, la transizione verso il digitale è avvenuta solo spinta dai fatti e dalle esigenze, senza essere accompagnata da un’adeguata formazione.  Si potrebbe affermare che 1 impresa su 4 sappia come introdurre efficacemente questi strumenti nel proprio piano marketing, e talvolta l’utilizzo sbagliato di un determinato strumento può creare più guai che benefici. 


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