L’Enit. E il senso del ridicolo.

Bisogna dirlo chiaramente visto che parliamo di viaggi: il senso del ridicolo non conosce confini. 

L’Enit ha stilato una lista di FAQ (piace tanto al Governo chiamarle così che ormai ci adeguiamo anche noi) relative ai viaggi. La nota di spiegazioni, comincia così: “Il turismo italiano è pronto a ripartire e ad accogliere nuovamente i turisti – italiani e stranieri – per la stagione estiva. È infatti di nuovo possibile spostarsi liberamente all’interno di tutto il paese e usufruire di ogni normale servizio”.

Poi il meraviglioso “bugiardino” (mai nome fu più azzeccato), indica tutte le cose che l’Enit, con profondo senso dell’umorismo o forse con ridicolo stesso senso, elenca come normali. Ovvero: partenza e viaggio in aereo. Torna di moda l’uomo col borsello (ovviamente meglio se firmato, un LV come in foto va benissimo), perché a bordo (dove ovviamente vige l’obbligo della mascherina) non si può più portare il trolley e non si possono usare le cappelliere, noti luoghi dove il virus si infrattava per riprodursi a dispetto degli atti osceni in luogo pubblico che per lui non era un rischio visto che essendo così piccolo non poteva essere fermato e sfuggiva così ai controlli di sessualità contenuta nei 15 minuti consigliati dal ministero tra “congiunti”. 

Poi si arriva alla meta. Ma anche qui con difficoltà. Infatti non tutte le regioni sono uguali nella gestione del turista. Ad esempio, Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria chiedono di compilare moduli di accesso e scarico di responsabilità. Ovviamente la famosa mascherina/museruola è obbligatoria dappertutto in interno; ma in Lombardia, più realisti del Re, il mitico governatore Fontana ha deciso che si porta anche all’aperto in parchi, giardini, vie e piazze. Ma si sa: è la regione più fashion d’Italia, Milano capitale della moda e delle mascherine che sfilano tra le vie centrali trasformate in catwalk del sorriso celato.

Il viaggio in auto è un percorso a ostacoli se non si è congiunti o conviventi. Attenzione all’uso delle mascherine e al distanziamento tra sedili anteriori e posteriori. Quasi quasi invece che fare immersioni si potrebbe indossare la muta, la maschera e mettere il boccaglio fuori dal finestrino!

Ovviamente, in vacanza si va anche per ragioni culturali. Quindi attenzione a misurazioni corporee di temperatura a ingresso musei (anche tramite scanner e realtà virtuale) e soprattutto alle pulizie mani con gel e successiva vestizione con i guanti (per fortuna si è evitato l’impermeabile in plastica pare per ragioni igieniche legate al sudore che provocherebbe uno sgradevole odore anche a distanza superiore al metro di distanziamento e alle vetrate protettive dalle droplets nei vari check-in e biglietterie).

Chi va invece per la movida, pericolosissima! e per il dance floor (nella foto il Marquee di NYC), ecco le novità: si balla a due metri di distanza, con le mascherine addosso se si è al chiuso (forse per proteggersi dagli attacchi con lo spray al peperoncino?) e ovviamente con mani lavate e misurazione della febbre (per fortuna lo fanno all’ingresso e non all’uscita quando l’attività fisica sicuramente fa aumentare la temperature (come per altro lo stare in coda nell’afa, ma questo pare sia difficile da capire).

La regola più assurda arriva forse dai parchi avventura. Obbligo di mascherina anche sui ponti tibetani e 2 metri di distanza tra le persone. Cosa che, se succede un’emergenza, non c’è neppure la possibilità di afferrare per un braccio (naturalmente lavato prima di fare l’arrampicata in montagna) l’amico: lo si lascia semplicemente precipitare nel vuoto e sfracellarsi sulle rocce con un curioso effetto Pollock rosso.

Per quanto riguarda gli hotel, si ricorda di non entrare in ascensore con persone che non siano della stessa famiglia per evitare i pericolosissimi assembramenti e di seguire i percorsi in corridoio (anche qui vengono consigliati orari di “partenze intelligenti” come in auto, per il tragitto camera-ristorante in orari di colazioni pranzi e cene); per agosto forse verranno instaurati semafori per uscire dalle camere evitando incontri in corridoio.  Fa eccezione il caso di incendio: in quello sfortunato e delicato frangente infatti pare sia consentita la fuga in massa, ma solo perché il fumo e il calore forse uccidono il virus; altrimenti converrebbe morire bruciati vivi perché in caso di successivo “focolaio” a seguito fuga, tutti dovrebbero ricorrere ai 14 giorni di quarantena rovinandosi le vacanze. 

In ultimo non si capisce a cosa servano le terme: visto che si deve indossare la mascherina e mantere la distanza di un metro, e ovviamente sono chiuse saune e bagni turchi, tanto vale stendersi al sole in riva al torrente.

Ora, se queste sono le regole dei “normali” servizi, e della “libertà di spostamento” mi chiedo dove e come siamo vissuti fino ad oggi. Oppure se davvero questa “normalità e libertà” sia ciò che vogliamo in vacanza. E ancora: ci considerano così stupidi e ormai talmente adusi a bere qualsiasi stupidaggine che potrebbero scrivere che ci portano in America sulle ali di Paperino e ci crederemmo, oppure è un lento instillare bugie per cambiare la percezione della verità?  Mi faccio delle domande; ma preferisco non darmi delle risposte.