L’Isola dei Famosi. E dell’abbruttimento morale.

Social life, vita in diretta, reality, twitting, facebooking, instagramming, blog personali, trasmissioni fake, articoli provocatori. C’è di tutto ormai in quel calderone mediatico senza il quale non siamo più in grado di vivere. C’è anche di troppo, diciamocelo chiaramente. C’è la ricerca di uno scoop, la voglia di uno sputtanamento gratuito “purché se ne parli”, la gioia di un punto in più di share guadagnato attraverso un altro essere umano piegato o umiliato, additato per una settimana al pubblico ludibrio in una gogna che dalla pubblica piazza medievale si è trasferita al teleschermo privato a sempre più pollici.

In un’analisi di un lifestyle degradato, ci sentiamo in dovere di scrivere semplicemente un epitaffio all’Isola dei famosi – 14, che perde pubblico in misura costante edizione dopo edizione. Siamo a meno del 17% di share e 3 milioni di spettatori a puntata. Qualche riflessione si imporrebbe a una formula che nulla aggiunge da anni alla ripetizione di se stessa. Una riproposizione di insuccesso visto che L’Isola non pare guadagnare consensi ma perderne ad ogni edizione e messa in onda settimanale. Oggi è un programma che non ha più nulla da dire se non la parola “fine” che sarebbe una meravigliosa ammissione di consapevolezza.

L’Isola dei famosi, si infrange e naufraga così contro una pochezza di fondo che è il suo iceberg del Titanic, ma nemmeno troppo nascosto. Lunedì scorso è andata in scena un’altra pessima dimostrazione di come mal gestire non solo Fabrizio Corona (che forse mal gestito non è, anzi, è volutamente gestito nell’unico modo e con l’unico personaggio che gli riesce bene) ma l’intera trasmissione.

Non è interessante sapere se davvero il gossip sulla moglie di Riccardo Fogli sia vero o meno; e neppure se Riccardo, dopo una carriera meravigliosa come musicista, dovesse davvero piegarsi alla logica dell’Isola. Sono scelte sue. Chi va in televisione conosce il tritacarne dell’obiettivo implacabile che riprende ogni attimo, dal backstage alla diretta, dal bisbiglio privato all’urlo di dolore; in questo Corona non ha sbagliato nelle sue dichiarazioni. E forse ha ragione Dodi Battaglia che in un tweet ha scritto all’amico “Non conosco e non mi interessano le vicende che riguardano la tua vita personale. Sei stato e sarai sempre mio fratello e mi troverai sempre al tuo fianco”; le vicende personali devono restare fuori dalla critica a un programma che si critica da solo.

L’errore è nella gestione di una trasmissione che fa di tutto per trovare un’audience che non ha più. Nella gestione di pillole di rivelazione in più momenti per mantenere una suspence basata sul becero sentimento del “siamo tutti un po’ cornuti”, sai che fortuna il mal comune mezzo gaudio. L’errore, non solo nell’Isola ma in molta televisione e in una cultura generale, è nel considerare che le persone cerchino il trash perché lo amano. Sbagliato. Le persone sono rassegnate al brutto perché nessuno ha il coraggio di far vedere il bello, di trasmettere il gusto dell’eccellenza, dell’arte. La televisione spazzatura è lo specchio dell’immondizia quotidiana nella quale purtroppo si vive oggi moralmente e fisicamente; dei rapporti viziati; degli errori che commettiamo giustificandoli perché “li fanno tutti” in una confessione comune di una catechesi del peccato generalizzato, quindi minore.

Corona ha offerto uno spettacolo ignobile e indecoroso, perché gli è stato offerto un altro palcoscenico per perpetuare un personaggio che non fa onore né a lui né a chi lo gestisce. D’altro canto, i cattivi maestri producono cattivi alunni e uomini destinati a perdersi. Lo ha capito anche l’ex di Corona, Belen Rodriguez che pubblicamente ha difeso Fogli: “Dico solo che schifo. Non si gioca con la vita degli altri, la vita è una cosa sacra, come è che il rispetto non ha più valore? #chevergogna”. O dall’ex moglie di Riccardo, Viola Valentino, che nonostante una vita non più in comune chiede attenzione per l’uomo e gli dichiara il suo affetto. E rispetto è stato chiesto anche dalla D’Eusanio, unica voce che in studio ha subito condannato il comportamento di Corona, il suo farsi bello di essere stato in galera come fosse una bandiera di cui vantarsi, l’abbruttimento con cui ha dato “cornuto” e del “vecchio” a una persona. E quel che forse è peggio è il silenzio in diretta della Marcuzzi (uno che Fogli lo conosce bene non fosse altro perché “di famiglia Pooh”) incapace di prendere posizione, incapace di difendere un uomo piegato dal dolore che con dignità difendeva la propria donna e se stesso, incapace di gestire la piega che stava prendendo la trasmissione, incapace punto.

Ma L’Isola non è sola in questo abbruttimento generale; le fanno compagnia su varie reti Grandi Fratelli vari, Isole di tentazione, Ex on the beach, Gerodie Shore et similia; e non è sola nel cercare scandali che siano più interessanti di una trasmissione stessa che ormai ha già dato tutto e si trascina stancamente nutrendosi di discussioni sul nulla fino ad orari improbabili.

Adesso Mediaset cambia tutto per non cambiare nulla. Ieri ha annunciato una pulizia di facciata e qualche lifting tra autori; ma il problema è il concept, non la scrittura. Per cui, pensando a tutto un sistema legato a questo tipo di trasmissioni, alla loro becera ripetitività che nulla aggiunge a uno squallido “giochi senza frontiere di morale ed educazione”, forse sarebbe utile un salutare stop generale.

La Redazione – Fabrizio Mezzo