Little Big Horn rivive a giugno ogni anno.

E’ il west sognato, raccontato, descritto in film e fumetti. E’ il posto degli incroci, degli scontri e delle battaglie tra indiani e CowBoys. E’ un paesaggio aspro, ancora libero e selvaggio. E’ un luogo di culto che da solo merita il viaggio. E’ il sud del Montana,e ospita due riserve: la Crow e la Northern Cheyenne, l’una adiacente all’altra, a ridosso del confine con lo Stato del Wyoming. La tribù dei Crow si chiamava inizialmente Apsalook – Children of the Large Beaked Bird (i bambini dell’uccello dal becco largo), ma l’uomo bianco travisò il nome in crow, i corvi. Il loro capo Plenty Coups fu l’ultimo a vivere fino al 1932, lasciando la sua terra e la sua casa come un parco per il suo popolo. La riserva si trova a soli 16 km da Billings, quindi in prossimità di una delle cittadine più importanti del Montana, facile da raggiungere perché sede aeroportuale. I Crow gestiscono una piccola porzione di campi irrigati o coltivati da aziende agricole, e solo il 30% della terra a pascolo; ma mantengono anche una mandria di circa 300 bisonti.

La zona della riserva offre molti spunti di visita a luoghi interessanti per storia e tradizioni. Prima fra tutte, la principale è certamenteLittle Big Horn Battlefield National Monument, con il quale si commemora la vittoria Sioux/Cheyenne sul Settimo Cavalleggeri. Qui, il 25 giugno 1876, avvenne l’epico scontro tra il Settimo Cavalleggeri capitanato dal Generale Custer contro gli Indiani Sioux, Cheyenne ed Arapaho. La battaglia fu il più famoso incidente delle guerre indiane per le Black Hills, le colline nere ambitissime perché si era scoperto fossero piene d’oro e costituì una schiacciante vittoria per i Lakota e i loro alleati. Delle dodici compagnie del 7º Reggimento di cavalleria US, cinque, comandate dal famoso tenente colonnello George Armstrong Custer, furono completamente annientate per una serie di errori tattici e di schieramento che i nativi seppero sfruttare al meglio. Le altre cinque rimasero assediate per quasi due giorni e subirono perdite sostanziose.

La battaglia del Little Big Horn si inserisce quindi nelle guerre per il possesso del territorio che era di grande importanza mistica e culturale per i nativi Sioux (Lakota), oltre che tradizionale terreno di caccia, mentre diventava vitale economicamente per i coloni. Una curiosità: tra i pochi soldati sopravvissuti allo scontro vi sarebbero stati ben sei italiani, tra cui l’unico scampato della colonna di Custer, John Martin (vero nome Giovanni Martini, 1853-1922) giovane emigrato, ex tamburino garibaldino nella campagna in Trentino del 1866 e a Mentana nel 1867, che faceva il trombettiere per Custer. A John Martin/Martini lo stesso Tenente Colonnello avrebbe ordinato di correre a chiedere aiuto al capitano Benteen, ordine che gli salvò la vita. 

Tra gli eventi più importanti, oggi spicca il BATTLE OF LITTLE BIGH HORN REENACTMENT che si svolge  sulle sponde del Little Bighorn River – tra la riserva dei Crow e Garryoven. Il Reenactment è la rievocazione storica della battaglia che si svolge ogni anno nel mese di giugno. Quest’anno le date in calendario sono i tre giorni tra il 21 e il 23 giugno. A partire dalle alle 13.00, una grande parata in costumi originali con oltre 250 interpreti, mette in scena alcuni degli eventi che hanno portato alla sconfitta dell’esercito Americano. 

Il Monumento Nazionale si visita anche con guide ranger, esperti non solo dei fatti relativi alla battaglia in cui perì Custer, ma di tutta l’area. Un museo con un’esposizione ed un centro interpretativo sono un utile ausilio. Si può ammirare anche il memoriale ai nativi, un’opera in ferro battuto che mostra la silhouette di Indiani in battaglia: è il luogo ove sostano i nativi e lasciano offerte. 

Ulteriori info sul  Montana al seguente LINK

INFO: The Great American West – Italia – https://greatamericanwest.it/

La redazione