Il covid? Si combatte anche con i tessuti made in Italy


Italtex svela la prima collezione per hotellerie realizzata con un tessuto che elimina il covid grazie alle nanoparticelle di rame. Tessuto antibatterico, dermatologicamente testato per pelli sensibili, ipoallergenico e certificato oltre i cento lavaggi.

made in Italy

Il tessuto made in Italy non finisce mai di stupire: ecco apparire sul mercato un tessuto che potrebbe essere il toccasana per hotel, centri benessere e ristoranti, le attività economiche più tartassate dalla pandemia.
E’ chiaro che ora la battaglia per convivere contro la situazione attuale passi per il miglioramento degli standard di sicurezza. Una azienda comasca ha ideato e realizzato Virkill, il tessuto made in Italy anti-coronavirus, proponendo sul mercato una serie di prodotti utili a chi lavora nel mondo dell’hotellerie, della ristorazione e del wellness grazie alla collaborazione con alcuni partner specializzati, tutti made in Italy.
Alla base di tutte le realizzazioni c’è il tessuto avveniristico che racchiude le nano-particelle di rame “fuse” nel filo, caratteristica che distingue il tessuto da un semplice trattamento antivirale superficiale che si può deteriorare con i lavaggi. Elementi invisibili all’occhio umano, ma che hanno la capacità di uccidere il Covid-19 grazie a caratteristiche naturali che sono state testate negli ultimi mesi da laboratori indipendenti italiani e inglesi.
All’Hyatt Centric di Milano, moderno boutique hotel situato nel quartiere più innovativo della città, è stata la sede per presentare presentata una collezione che risponde ai professionisti del settore: le divise per bartender e chef, così come le uniformi per il personale.

tessuto made in Italy Virkill

Tovaglie e runner per i ristoranti, copriguanciali, topper letto e piumino copriletto per le stanze di albergo; ciabattine, copri lettino, kimono e accappatoio per i centri benessere.
Italtex, attiva dal 1946, è l’azienda che ha avuto la brillante idea. Si è affidata alla filiera del made in Italy, coinvolgendo tre aziende partner nel progetto, per un’idea tutta tricolore: Maurel (di Robbio, in provincia di Pavia), Vefer (di Lissone, in provincia di Monza) e un azienda specializzata in calzature a Parabiago. La proprietà antivirale di Virkill è duratura in quanto non scaturisce da un trattamento superficiale del tessuto, che si andrebbe perdendo con i lavaggi frequenti. Il tessuto è stato certificato specificatamente nei confronti del Covid-19 con ottimi risultati: il test ha riscontrato un indice Mv (attività antivirale) pari a 3.25, che corrisponde ad un’inattivazione del virus superiore al 99,9% già al primo controllo. I test hanno riscontrato un’eccezionale attività antibatterica sia su batteri Gram-negativi sia su batteri Gram-positivi. L’efficacia del tessuto è stata certificata anche oltre i 100 lavaggi. Virkill ha in aggiunta superato il patch test per la compatibilità con il contatto con la pelle, risultando “Dermatologicamente testato, adatto a soggetti con pelle sensibile” e “non sensibilizzante”, ipoallergenico, minimizzando il rischio di allergie. Virkill è testato secondo la normativa francese per la valutazione dell’efficacia acaricida su materiali tessili. Il test ha dimostrato una inibizione media del 63% di una popolazione di acari della polvere domestica (Dermatophagoides pteronyssinus) in un periodo di 6 settimane. Virkill è anche risultato un tessuto estremamente traspirante, confortevole durante attività intensa.

tessuto made in Italy Virkill

Tutto questo grazie all’ossido di rame, noto da secoli come un composto inorganico ad attività batteriostatica, attività recentemente registrata dall’agenzia di Protezione dell’ambiente degli Stati Uniti come la prima derivante da materiale solido. L’effetto antivirale si realizzerebbe distruggendo o modificando la struttura virale grazie all’estrazione di atomi di idrogeno dalle proteine del virus per azione di radicali liberi dell’ossigeno prodotti dopo il contatto. Le nano-particelle di rame mostrano un’attività antibatterica di lunga durata e una migliore stabilità rispetto alle particelle di rame macro-dimensionate. Recentemente, le nano-particelle di rame si sono dimostrate efficaci anche contro funghi e virus.

Una buona notizia per il settore, no?