Mantova, il caso Lunetta: come l’arte può riqualificare la periferia

Il quartiere Lunetta, costruito a partire dal 1963 nella periferia nord di Mantova è diventato negli anni una realtà complessa. Dal 2016, è teatro del festival “Without Frontiers. Lunetta a Colori” che ospita artisti di rilievo internazionale chiamati a realizzazione live, opere destinate a mettere radici nel territorio e in chi lo abita. E a riqualificarlo attraverso l’arte urbana.

Il quartiere Lunetta, prima

Le periferie, ricche di umanità, sono la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli
Renzo Piano sintetizzava così le periferie contemporanee. Il suo pensiero è pienamente condivisa dall’associazione Caravan SetUp, impegnata dal 2016 nell’organizzazione di “Without Frontiers. Lunetta a Colori”.
E’ proprio questa che ha dato vita al Festival di riqualificazione urbana e arte contemporanea di Mantova, giunto quest’anno alla V edizione, che ha regalato al quartiere periferico di Lunetta altre 5 opere diffuse tra vie e palazzi.

Lunetta, dopo!

La storia di Lunetta inizia il 5 maggio del 1963, con l’adozione del piano finalizzato alla costruzione in loco di alloggi popolari per 12 mila abitanti. Nel 1968 vengono realizzate le prime abitazioni. Oggi, grazie al festival, quegli stessi spazi cresciuti e mutati nel tempo ospitano 42 opere realizzate da 35 artisti di fama internazionale, che hanno dipinto Lunetta come se fosse una tela bianca, ridefinendone paesaggio e socialità.
Lunetta come vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto, quindi. A testimoniarne la vivacità, quest’anno è arrivato anche il progetto “LUNETTA. Anno ZERO”. Si tratta della Scuola di Alta Formazione sull’Arte Urbana ospitata a metà ottobre all’interno del quartiere e nel polo culturale del Creative Lab. Un percorso formativo organizzato grazie al gemellaggio tra il Comune di Mantova e il Comune di Ravenna per l’iniziativa “Virgilio e Dante 4.0, Nuove storie Antichi Maestri”, e parte della cooperazione tra i Comuni per lo sviluppo e la diffusione d’interventi di innovazione sociale giovanile, promosso da Anci e Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del bando SINERGIE.

«Dopo cinque anni di impegno, guardo Lunetta e non la riconosco – racconta Simona Gavioli, curatrice del progetto per Caravan SetUp – L’ossatura è la stessa, certo, ma quasi niente è rimasto del grigio caratteristico dei quartieri periferici. Le persone che la abitano sono le stesse, ma è cambiato il loro sguardo. Adesso è vivace, curioso, avvolgente; ed è incredibilmente gratificante sapere che “Without Frontiers” è stato uno dei tasselli che ha portato a questo cambiamento. Credo, questa, sia la più grande dimostrazione del potere dell’arte.

Gli artisti ogni anno incontrano gli abitanti di Lunetta, ascoltano le loro storie. Hanno realizzato laboratori per bambini e ragazzi. C’è chi ha mangiato a casa loro e chi si è fatto rubare la merenda. Riuscire a realizzare questa quinta edizione dell’evento in un momento tanto difficile, e coronarla con la Scuola di Alta Formazione sull’Arte Urbana, che sottolinea l’importanza dell’aderenza al territorio e ai giovani, dimostra quanto “Without Frontiers” sia un progetto realmente vivo e in continua evoluzione».

Da Eukasia, suggestiva combo a firma degli artisti Andrea Casciu e Kiki Skipi come omaggio al potere dell’immaginazione, all’opera di MrFijodor, che nel 2019 ha lavorato al tema dell’inquinamento da plastica in stretta sinergia con i ragazzi di Lunetta a cui ha affidato anche la scelta della location del murale. Dall’artista Mohamed L’Ghacham, che nello stesso anno ha portato a Mantova la serie “Dormitorio” trasferendo su strada ambienti intimi e domestici, a Dado e al suo lavoro poetico dedicato alla figura di Isabella d’Este, per arrivare a Corn79, che nel sottopasso d’ingresso al quartiere ha effettuato un intervento di Urban Design per dare luminosità e impatto cromatico all’ambiente. Ancora, Sebas Velasco in uno dei muri più amati e fotografati della zona ha ritratto un cittadino della comunità come simbolo di uguaglianza. Opere figurative si affiancano a esperimenti ottici e inganni visivi che ridisegnano le superfici architettoniche come quello realizzato da Peeta. Non mancano lavori dal carattere simbolico come quello di Made514, dove il potere della metamorfosi e del rinnovamento viene sintetizzato dalle forme vorticose dell’acqua e di un cavallo. Toccante il lavoro di Joan Aguilò, che ha trascorso giorni tra gli abitanti del quartiere alla ricerca di foto e album di famiglia, per concentrarsi sulla storia di una donna e sulla memoria della figlia Stefania, poi ritratta abbracciata al fratello davanti alla sua torta di compleanno.

Non mancano i primati, come quello di Joys, che a Lunetta ha firmato la seconda sua opera più grande: 826 metri lineari dal titolo Tsunamy. La violenza sulle donne è al centro della coinvolgete combo firmata da Ericailcane e Bastardilla. Diversi gli omaggi alla natura circostante, come Kripton & pirus communis in cui Fabio Petani ha rielaborato la forma dell’albero del pero molto diffuso nella zona, o alla storia e all’arte mantovana, come l’opera di Perino & Vele ispirataalla Camera dei Giganti di Giulio Romano.
Per finire con “Ti Voglio Conoscere”, l’installazione firmata da Bianco-Valente, che hanno svolto un lavoro d’indagine sul territorio, stimolando gli abitanti a riflettere sul concetto di convivenza tra etnie e culture diverse, svelando così sentimenti inespressi ed emozioni nascoste.

Tra le tante frasi confessate, “Ti Voglio Conoscere” è stata quella che ha più colpito il duo artistico ed è con questa frase che ancora oggi il quartiere accoglie residenti e visitatori.