Modà. Tornati. Più grandi che mai.

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Era un concerto atteso dai fan da ormai due anni. Ed è stato un concerto che ha confermato la forza e la potenza d’impatto musicale di una delle band più amate d’Italia. Una band capace di suonare per quasi due ore senza cali, con precisione e grande sound. E soprattutto capace di esaltare, oltre alla parte musicale pura che è una chiave stilistica immediatamente riconoscibile, la voce di Kekko Silvestre, frontman instancabile, capace di fare la vera differenza tra un concerto normale e uno speciale. 

Li abbiamo visti al Pala Alpitour di Torino dove presentavano il Testa o Croce Tour su un palco studiato per affascinare e dare l’idea della maturità ormai raggiunta ed indiscutibile. 

Tutti si chiedevano cosa fosse successo, perché questo lungo silenzio. Semplicemente i ragazzi si erano dedicati ad altro, avevano lavorato a progetti personali prima di ritrovarsi per fare musica. In particolare, Kekko ha tentato di intraprendere la carriera cinematografica scrivendo una sceneggiatura che però non è andata in porto a causa dell’assenza di distribuzione, ma che è stata successivamente tramutata in un romanzo distribuito in tutta Italia attraverso alcuni in-store.

Al Pala Alpitour i Modà hanno dato vita ad un live intenso che ha saputo affascinare ed emozionare il pubblico di tutte le età venuto ad applaudire. In particolare Kekko ha saputo dare il meglio quando con la voce rotta dall’emozione ha ricominciato La Fata, dopo averla intonata sbagliata pensando al significato del pezzo. 

Nel concerto c’è stato spazio per tutto il nuovo album e in particolare per i singoli Quelli come me, Quel sorriso in volto, Guarda le luci di questa città e Puoi leggerlo solo di sera. Ma non sono mancati i vecchi successi come Tappeto di Fragole, Gioia, Arriverà, La notte e Sono già solo, estrapolati dal loro repertorio e contenuti nei fortunati album Viva i romantici, Gioia e Passione maledetta e spesso riproposti in una lunga serie di medley che hanno raccolto il best of della band. Tra i momenti più belli del live torinese, Come un pittore, brano dedicato all’amico e collega Pau dei Jarabe de Palo che ha fatto letteralmente esplodere il pubblico del Pala Alpitour e Salvami, che tutti i presenti hanno saltato, ballato e cantato in un coro che quasi ha coperto la band.

Molto interessante l’idea di palco, molto “Kekko oriented” con lui sempre in primo piano e sullo sfondo la storia-racconto che fa da ispirazione al nuovo album. Le immagini scorrono raccontate con gli occhi di una bambina. E proprio Gioia, la figlia di Kekko, sul finale del concerto presenta la band chiamando uno a uno i componenti del gruppo per un meritatissimo applauso.