Per Conte il turismo è “attività di svago”

Il Firenze Convention Bureau, dopo il discorso paternalistico di Conte per il nuovo DPCM, non ci sta e dice che si è trattata di  una “Doccia fredda” e chiede che il comparto venga immediatamente convocato ed ascoltato. 

Crediamo sarà un’altra richiesta inevasa, felici di essere smentiti; ma il capo del Governo Giuseppe Conte non è certo mai stato attento al mondo del turismo e degli eventi, arrivando ieri sera nella conferenza stampa a dire che le vacanze di Natale non sono una priorità perché in questo momento ha ben altro cui pensare (cosa non si capisce visti i cervelloni gli esperti e i comitati che paga con i soldi pubblici e di cui si circonda per andare a scaricare sui sindaci la responsabilità delle decisioni) rispetto alle “attività di svago.

Certo è che lo stop a congressi e convegni disposto dal nuovo Dpcm “è una doccia fredda perché è assolutamente inaspettato, rispetto anche a quanto avevamo precedentemente discusso con il Mibact”. Carlotta Ferrari, direttrice del Firenze Convention Bureau, esprime così la delusione di un intero comparto dell’economia metropolitana. “E’ indispensabile – sostiene – che il governo si sieda con i rappresentanti di questa industria che da tempo mandano appelli accorati, l’ultimo in ordine cronologico stamani da Federcongressi&eventi, e che vengano trovate nel frattempo soluzioni immediate per la tutela dei lavoratori, perché al termine della Cassa integrazione non sappiamo veramente come fare, e a sostegno delle imprese”.

Infatti, afferma Ferrari, con il Dpcm “vengono sospesi congressi e convegni che sono l’unico settore dove vi è un’applicazione strettissima dei protocolli di sicurezza”, mentre “sono stati tenuti aperti ristoranti, pub, palestre, addirittura le sale bingo, e vengono ammesse le fiere che comunque implicano una maggiore circolazione delle persone, con minore controllo del distanziamento. Vengono confermate, giustamente, tutte le attività legate agli spettacoli, con delle misure di distanziamento e una capienza massima parametrata in base agli spazi: quindi non capiamo quale sia la differenza tra gli spettacoli e un congresso”. Non solo: “Non è chiara la tipologia di eventi che viene ricompresa nella definizione più ampia di convegni e congressi, quindi noi non sappiamo neppure quali pochi eventi sono ammessi”, lamenta la direttrice del Bureau.

Ma è proprio su questa ambiguità che gioca il Governo per poter vietare e concedere oppure fare multe ed elevare sanzioni e raccontare con tono paternalistico le disposizioni. Ieri sera Conte è arrivato a dire che terranno sotto controllo le palestre cui danno una settimana per rispettare le regole, perché moltissimi sono bravi, ma non proprio tutti. E allora occorre vigilare. Magari con una piccola delazione delle palestre concorrenti o di chi non ha ottenuto lo sconto sulla rata mensile. 

La paura è che il nuovo stop possa essere fatale per molte imprese del comparto: tanto più, accusa Ferrari, che da parte del governo “non vengono previsti ristori adeguati per le tante imprese di questo settore penalizzate da questi decreti: tutte le aziende del congressuale non lavorano dal 3 marzo scorso e non lavoreranno chissà fino a quando. Non ci possono aprire e chiudere come un bar, la nostra è un’attività fatta anche di programmazione” conclude. 

Ma tant’è. Ormai la speranza è ridotta al lumicino. Chiudono le agenzie di eventi, le agenzie di congressi, le wedding planner cui da un giorno all’altro viene nuovamente imposto lo stop ai matrimoni come se fosse un’attività on/off, un interruttore e non invece un settore nel quale gli eventi vengono decisi mesi e -a volte- anni prima, vista la complessità dell’organizzazione. Ma in fondo Conte di queste cose può non interessarsi, perché, forse, anche il matrimonio è un’attività di svago. Fino al divorzio.