Si scrive ITA si legge Alitalia: la newco al via per la quarta volta

Come ha ricordato di recente Il Sole 24 Ore, il quarto atto della saga Alitalia sta per andare in onda.
Il quarto salvataggio, intendiamo, la qual cosa, non ci darebbe fastidio se, poi, la compagnia, fosse gestita con “la diligenza del buon padre di famiglia”. Almeno, il nome di Fabio Maria Lazzerini, è una garanzia su questo…

Come si fa a non volere una compagnia di bandiera che ricalchi le orme della “grande Alitalia” quella che portava l’italian style in giro per il mondo apprezzata e benvoluta.
Il quarto atto si diceva, che con il depositi alla Corte dei Conti della “new co Ita” (Italia Trasporto Aereo) dà il kickoff alla ennesima, nuova Alitalia.

Il via libera al decreto costitutivo ottenuto dal massimo organo della magistratura contabile, costituiva il momento topico, atteso da giorni, per l’avvio reale della società con alla presidenza Francesco Caio  e Fabio Lazzerini quale ceo, attorniato da un board di sette componenti il consiglio di amministrazione.

“Ita” dovrebbe essere, nelle intenzioni del governo, una compagnia aerea “a trazione pubblica”, secondo gli accordi intercorsi fra i quattro ministeri di riferimento: Trasporti, Economia, Lavoro e Sviluppo economico. La partenza vedrà un capitale sociale di 20 milioni di euro che potrebbero elevarsi fino a 3 miliardi, in ottemperanza a quanto disposto dal decreto Rilancio.

Fabio Lazzerini, ceo di Ita

Partito quello che fin’ora si era definito un “carrozzone” si attende la prima riunione del cda, cui serviranno 30 giorni di tempo per partorire un piano industriale, che sia in grado di convincere l’Unione Europea della validità del progetto e, in prima battuta che la newco sia slegata in tutto e per tutto dall’attuale Alitalia, soddisfacendo nel contempo la più ostica delle terze parti, quella sindacale, che da tempo hanno richiesto il confronto sui passaggi chiave del piano stesso.

Considerando il calendario e le tempistiche imposte dal governo Ita dovrebbe iniziare ad operare entro fine anno.
Il ceo, Fabio Maria Lazzerini (finalmente un ceo con esperienza non solo manageriale ma precisamente del settore) ha sciorinato alla stampa la prima strategia di Ita, per ora nel settore cargo, di certo strategico, orientato a potenziare i mercati chiave, lasciando aperta anche una profonda revisione delle rotte del nuovo vettore, con l’impegno di sviluppare una rete di voli di lungo raggio entro il prossimo lustro. Alla compagnia aerea resteranno accollati circa 80 velivoli, che potrebbero a piano regime più che raddoppiare e circa 5.600  maestranze.

La newco si chiamerà ufficialmente Ita, ma continuerà ad avvalersi della livrea Alitalia, del codice Iata AZ e del prefisso nel biglietto 055 e dello stesso programma fedeltà Mille Miglia, un pacchetto che vale oltre 200 milioni di euro che l compagnia dovrà acquistare dalla “vecchia” Alitalia.

Se son rose…pungeranno!?!