Sinéad O’Connor: il suo tour è un successo.

Sinéad O’Connor, oggi Shuhada’ Davitt dopo la conversione all’Islam e dopo essere stata Magda Davitt, ha finito il suo tour in Italia con il concerto a Torino, all’Hiroshima Mon Amour.  

La cantante irlandese mancava da parecchio dalla scena dopo aver abbandonato la scena musicale per molto per scegliere un personale percorso di rinascita. E il suo ritorno si è dimostrato un successo in termini di calore dei fans, affetto ritrovato, musicalità e un bel record di vendite in pochissimo tempo.

Sinéad oggi ha cinquantasei anni; dopo il debutto da solista e l’esperienza con gli In Tua Nua è più celebre per la sua vita privata che per la sua carriera che è passata attraverso drammi familiari, gesti provocatori, dichiarazioni pesanti alla stampa; un atteggiamento che spesso ha lasciato poco spazio alle sue canzoni, benché fosse e rimane, una delle voci più belle, uniche e potenti della musica degli anni ’80 e ’90.

La vita di Sinéad O’Connor infatti, è sempre stata esagerata; compare con la testa completamente rasata sulla scena musicale al suo debutto; ha una personalità controversa, dichiaratamente controcorrente e spesso incomprensibile. Fa tumulti, sceneggiate, provoca, strappa in diretta tv una foto del Papa. Fino a farsi suora e alla sua successiva conversione all’Islam. E’ sempre stata “uno contro tutto e tutti”; e molto spesso anche contro sé stessa. La O’Connor è così riuscita a farsi commentare, ad avere copertine e articoli; ma anche ad allontanare l’interesse dalla musica che faceva a favore del personaggio; ha conquistato un enorme successo in tutto il mondo e l’ha buttato alle ortiche in pochi anni. 

Ciò nonostante però, in quest’ultimo tour la cantante ha evitato ogni provocazione concentrandosi sulla musica, sulle proposte artistiche nonostante un look sempre esagerato che ancora una volta esaltava la sua scelta di vita più che la parte musicale. Però occorre dire che si è presentata sul palco in forma smagliante e ha regalato ai sui fan una performance intesa, delicata e soprattutto degna di nota, accompagnata da una band di tutto rispetto.

La scaletta è stata un omaggio alla sua trentennale carriera in quanto il suo ultimo album, I’m not Bossy, I’m the Boss, risale all’anno 2014, per cui è stato dato ampio spazio alle hit che sono rimaste iconiche nella storia della musica, come ad esempio Nothing Compares 2 U. Ma gli applausi non sono mancati perché, nonostante le scelte personali, la O’Connor era e resterà sempre una grandissima performer.