Tutti a Roma il 27 a protestare per congressi e convegni

E’ una convocazione alla mobilitazione generale del comparto quella che Federcongressi&eventi sta organizzando per martedì 27 ottobre a Roma. A tutela di un settore in ginocchio, duramente colpito dallo stop a convegni e congressi dell’ultimo Dpcm, assolutamente insensato. Si chiudono congressi ed eventi, mentre si permette la circolazione sui mezzi pubblici. Si chiudono location che hanno investito per mettere termoscanner, distribuire macherine, impiantare colonnine disinfettanti, assumere personale che intervenisse ogni volta che le persone si avvicinavano troppo tra loro. Un settore che più di ogni altro ha speso denaro, tempo e impegno per definire procedure di sicurezza. Un settore nel quale la tracciatura che un governo non è stato capace di fare con nessun sistema, è invece sempre garantita dagli operatori di settore che, lavorando su invito e ingressi censiti con QRCode o simili, conoscono tutto di ogni persona presente: email, cellulari, nomi e cognomi, indirizzi e provenienze visto che spesso vengono anche organizzati transfer e biglietterie di treni e aerei. E invece, il DPCM di Conte ha chiuso nuovamente creando un lockdown localizzato e mortale. Senza apparente ragione sensata e senza giustificazione né rimborsi, misure di sostegno. 

Probabilmente il Governo è troppo impegnato nelle liti sul Mes e sulle regole di veti incrociati su cosa fare e non fare per rendersi conto del dramma in cui ha gettato 570.000 famigli di addetti, e ha un impatto diretto sul PIL pari a 36,2 miliardi di euro l’anno (praticamente quasi quanto questa tanto glorificata manovra di dimensioni mai fatte e che tanto spaventa e impegna il governo; una cifra che il mondo degli eventi invece gestisce ogni anno con programmazione, cura e competenza). 

Adesso, con le nuove norme, l’intero comparto -già sul lastrico a causa del Covid19- rischia di chiudere definitivamente i battenti dopo l’ultimo provvedimento governativo che impone lo stop a convegni, congressi ed eventi aziendali. 


L’industria dei congressi e degli eventi, volano di produttività ed esportazioni, traina il turismo generando un indotto di circa 65 miliardi di euro (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi); e ora lotta per la sua sopravvivenza; ed indirettamente, anche per quella del paese con la filiera dell’indotto.

Per questo, martedì 27 ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 i rappresentanti delle principali realtà associative, organizzative e imprenditoriali italiane e internazionali che appartengono a questo mondo saranno, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, davanti a Palazzo Chigi per protestare, chiedere le ragioni per cui il settore è stato chiuso in modo discriminatorio dal recente Dpcm e ristori concreti per il comparto.  

Sino a luglio la ricerca “L’impatto del Covid-19 sulla meeting industry italiana: la prospettiva delle sedi per eventi e congressi” realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri)  in collaborazione con l’associazione dell’industria italiana dei congressi e degli eventi Federcongressi&eventi, ha rilevato che il lockdown ha determinato la cancellazione del 69,7% degli eventi e congressi. Il dato, confermato a settembre dalla ricerca AstraRicerche per il Club degli Eventi e sicuramente peggiorato negli ultimi mesi, può essere tradotto a livello nazionale nella stima di una perdita di circa 215.000 eventi. 

Una battuta d’arresto drammatica per un’industria che negli ultimi 5 anni aveva conosciuto un positivo e costante percorso di crescita, con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo. “Già la situazione è letteralmente drammatica, ma con il provvedimento decretato dall’ultimo Dpcm – commentano i rappresentanti dell’industria dei congressi e dei convegni – si condanna a morte il settore definitivamente, compromettendo anche tutto il 2021-2022, considerata la lunga gestazione di cui necessitano gli eventi congressuali. Speriamo di far comprendere ai governanti le nostre ragioni, nel tentativo di tutelare il diritto alla salute e, al contempo, il diritto al lavoro”.

La manifestazione è indetta da Federcongressi&eventi con l’adesione di: ADMEI – Association of Destination Management Executives International, Alleanza Cooperative Italiane, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia, Associazione Nazionale Banqueting e Catering, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, ICCA Italian Committee, ItaliaLive, MPI- Meeting Professionals International Italia Chapter e SITE – Society for Incentive Travel Excellence – Italy Chapter.

#SOScongressiEconvegni 
Un’industria in agonia