Un altro pessimo DPCM per il mondo degli eventi

Un governo incompetente non può prendere decisioni giuste. Un governo che si affida a task force farlocche frutto di non si capisce quali regole di composizione non può arrivare a proporre soluzioni intelligenti. Un governo che vive della paura di perdere potere e che si legittima nel timore di sventure future non solo è pericoloso per guidare una nazione, ma addirittura si pone in rotta di collisione con la ripartenza del paese e con una attenta pianificazione della rinascita. Un governo non legittimato da un voto popolare, sfiduciato da metà della popolazione non può che perpetrare la sua illegittimità con l’affermazione di un potere vuoto di contenuti basato sul mancato rispetto delle libertà costituzionali, della presunta (lo stanno valutando i giuristi) incostituzionalità dei suoi atti, della certezza di un mantenimento di un regime imposto che non salvaguarda nessuno se non se stesso. 

In questo clima, si annovera l’ultimo nefasto DPCM emesso da Conte. Un DPCM nel quale, ancora una volta, il mondo degli eventi viene sbeffeggiato e schiaffeggiato. Un DPCM che pare emesso per fare dispetto visto che non esiste alcun motivo per promulgare uno stop ai seminari di aggiornamento medici, di cui tutti, da tempo invocano la ripresa. E non solo la filiera produttiva degli eventi, ma le farmaceutiche stesse. 

Con il Dpcm del 30 luglio la formazione in presenza del personale sanitario non può ancora ripartire. La decisione del governo purtroppo non risponde all’appello che numerose società scientifiche favorevoli alla riapertura immediata degli eventi medico-scientifici hanno portato avanti con il supporto di Federcongressi&eventi e prolunga di fatto lo stop alla formazione in presenza determinando una grave limitazione per il settore medico-scientifico e un ostacolo all’aggiornamento professionale degli operatori sanitari e all’attività di divulgazione della ricerca scientifica che trova in ambito congressuale il suo sbocco naturale e tradizionale.

“Prendiamo atto con rammarico della decisione del governo che con il nuovo Dpcm mantiene di fatto attivo l’impedimento per il personale sanitario all’aggiornamento in presenza, modalità essenziale per acquisire competenze dall’indiscutibile valore aggiunto”, commenta Alberto Iotti, Responsabile Provider ECM-Educazione Continua in Medicina Federcongressi&eventi che aggiunge: “Le forme di aggiornamento a distanza che hanno contraddistinto questa fase rappresentano per tutti il compimento di un passo avanti, anche culturale, importante. Tuttavia non possono essere in assoluto sostitutive ma prevalentemente integrative della formazione in presenza. Questa decisione impedirà inoltre a un’intera filiera di imprese di rialzare la testa con il rischio di vedere andare in fumo anni di impegno e dedizione. Il pensiero va non solo ai Provider ECM (oltre 1.100 imprese) ma anche a organizzatori, sedi congressuali e fornitori di servizi che, nonostante l’immediata disponibilità ad adeguarsi in toto ai protocolli di sicurezza, vedono davanti a sé ancora un lungo periodo di incertezza. Intendiamo comunque ringraziare le società scientifiche, gli enti e tutti coloro che hanno condiviso la nostra iniziativa”.

Per gli operatori di settore, ma anche per i medici e il personale del settore medico e farmaceutico, non resta appunto, che prendere atto delle decisioni e soffrirne le conseguenze a livello didattico, di approfondimento professionale ed economico. 

Ma in fondo a Conte cosa interessa della ripresa di uno o più settori del paese? È contento come una cicala della favola di La Fontaine: canta felice dei risultati ottenuti in Europa con cui si fa bello di soldi non ancora arrivati e non sicuri, mentre comincia a scialacquarli come chi il sabato gioca al superEnalotto e prima di vedere se ha la sestina vincente va a comperarsi la macchina nuova. Le formiche intanto mettono da parte il conto da presentare. Perché arriverà un giorno in cui si vedrà chi ha lavorato per il futuro facendo proposte concrete (come il mondo degli eventi in generale e come Federcongressi&Eventi o il Club degli Eventi in particolare), e chi si è limitato a far promesse vane senza aver ancora erogato completamente i contributi promessi a sostegno delle imprese, o senza aver davvero fatto qualcosa per il mondo del turismo e degli eventi. O avendolo fatto provocando danni ancora maggiori del Covid-19.