Rear view of young traveling businessman in suit carrying black leather handbag and pulling suitcase while moving along corridor

Viaggiare al tempo del covid: come si evolve la mappa dei “giramondo” per lavoro

Lufthansa City Center ha realizzato un “survey” sul viaggio dopo il covid

Business travel o leisure, il settore viaggi è provato.
Lufthansa City Center, è una catena di agenzie e professionisti del business travel, un gruppo solido di agenzie di viaggio specializzate in viaggi d’affari, affiliate al network. E’ un’organizzazione internazionale composta da agenzie di viaggio, identificate dalla compagnia di bandiera tedesca Lufthansa. Si definiscono “sinonimo di esperienza, professionalità e costante aggiornamento”. In Italia sono un pool di agenzie, capillarmente distribuite in tutta la penisola, che mette a disposizione uno staff di agenti qualificati e costantemente aggiornati nel gestire e pianificare i viaggi aziendali. Con 680 agenzie di viaggio Lufthansa City Center è presente in 85 paesi.

Umberto Sassatelli con la sorella Carlotta e la madre Gabriella al 90° dell’agenzia

«LCC ha analizzato il trend post covid dei viaggi di lavoro – spiega Umberto Sassatelli, a.d. della storica Viaggi Salvadori di Bologna, l’agenzia IATA più vecchia al mondo, ancora in attività, che ha di recente festeggiato i primi 90 anni – i valori espressi riguardano il “mondo” ma non sono molto dissimili da quelli rilevati in Italia. Sappiamo che sarà una ripresa lenta e minata da troppi fattori, ma la volontà di ripresa, anche per il settore leisure, è forte».

 Ci piace condividere con i nostri lettori il risultato.

I “business traveler” sono 55% uomini 45% donne, dei quali il 23% non ha mai utilizzato i servizi di LCC. In azienda il 27% degli interlocutori è il “travel manager”, il 9% un intermediario e il 27% chi viaggia (37% restante non specificato). Solo il 5% degli intervistati non ha cambiato le proprie abitudini di viaggio causa covid. La maggioranza, 65% ha subito molto dalla situazione attuale. Per l’83% viaggiare è importantissimo, e solo il 16% può supplire attraverso incontri tecnologici.

Dato importante: “entro quanti mesi pensate di riprendere a viaggiare?” 53% possibilisti, a tre mesi, 34% a 6 mesi, 13% un anno e oltre. Il budget aziendale dedicato ai viaggi, poi, dovrebbe restare invariato per il 32% delle aziende, diminuire per il 45%, calare drasticamente per il 14% ma aumentare per il 9% di esse. Le prospettive di viaggi per il 2021 vedono il 38% prevedere un livello simile al 2019, il 40% una riduzione del volume degli spostamenti del 50% e solo un 10% un aumento rispetto al pre covid.


I mezzi preferiti per lo spostamento per lavoro sono aereo e auto propria, seguiti da treno. Per quel che attiene la “travel policy”, il 32% ritiene che cambierà soprattutto nei confronti delle procedure legate all’igiene, a farla da padrone l’incertezza del “non sappiano ancora“ che conta il 51% degli intervistati. Un altro fattore che peserà, secondo il mercato, è l’aumento dei costi.

Three smart-looking pretty women are pointing at the sewing magazine. Tailor’s dummy is in the background. Fashion, tailor’s workshop. .

Un altro effetto è che saranno implementati i sistemi di prenotazione ed utilizzati maggiormente i servizi prestati dalla propria agenzia di viaggi di fiducia, soprattutto rivolto alla assistenza h24, alle normative sanitarie e di viaggio. Questo porterà a una “piccola” extra fee che il 25% pagherà volentieri e il 38% storcendo il naso. Il 2020 resta una incognita e per il 51% degli intervistati i dipendenti, se sarà possibile, riprenderanno i viaggi intercontinentali, contro un  30% che non lo faranno. Tutto cambia per il 2021 dove il 75% delle aziende è certo che si, mentre solo il 6% non lo è (il rimanente ha risposto “non so ancora”).

Non resta che attendere gli eventi, ma non darsi per vinti. Mai!