Walt Disney

Walt Disney? Politicamente scorretto. Rimuovere, cancellare.

Walt Disney è politicamente scorretto, diseducativo, cattivo, psicologicamente corrotto e corruttore. Il Magic WonderWorld dove tutti i bambini sognavano di andare è un pericoloso parco di cattivi esempi

Suoi giornali di questi giorni emerge un’altra volta il revisionismo storico, la cancel policy e cancel culture che tutto azzera in nome del politicamente corretto. Quindi i cartoons di Walt Disney sono una vergogna e una indecenza. Come abbiamo potuto crescere generazioni di bambini facendo loro vedere delle cose che sfiorano la pornografia ideologica, violano il più comune senso della decenza, incitano all’odio razziale?

Questo pare il nuovo mantra. 

Dopo aver bollato Via col Vento come razzista e da guardare solo dopo aver preso visione delle gravi problematiche della razza nera (Netflix lo scrive a chiare lettere nel suo catalogo; potesse lo eliminerebbe proprio ma fa cassetta averlo…), dopo aver chiesto di ritirare Grease perché volgare con le donne, adesso siamo al tempo dei cartoni animati. 

E così abbiamo appreso che Peter Pan, Dumbo e gli Aristogatti non possono essere più fatti vedere durante la colazione o i pomeriggi dei figli piccoli, ma solo con la supervisione dei genitori che spieghino le gravi suggestioni che Walt Disney avrebbe improvvidamente messo nei vari frames. È la Walt Disney Corporation stessa che sull’onda del new deal revisionista ha deciso di sconsigliarne la visione ai minori di sette anni perché i film insinuerebbero nelle giovani menti stereotipi e messaggi dannosi e razzisti. 

La Walt Disney ha tolto quindi i cartoons dal catalogo per bambini lasciandoli – bontà loro- nella sezione film “per adulti” visibili solo dopo il pippone introduttivo che afferma che i film “includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture” e quindi “piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo” (parole esatte prese dal disclaimer inserito nei titoli di testa). 

Peter Pan Walt Disney

Effettivamente come dare torto alla cancel culture? Dopo aver fatto nera la “pietà di Michelangelo”, dopo aver rivisto film e libri, dopo aver trasformato in Genitore 1 e 2 mamma e papà, perché lasciare la traviante visione di un gatto (Shum Go) che offende in modo caricaturale i nuovi amici cinesi di Biden rappresentandolo con i denti curvi, gli occhi a mandorla e le bacchette per mangiare? Lo sanno tutti che i cinesi sono alti, biondi, muscolosi e mangiano solo prugne della California per avere un fisico atletico e insalata verde rigorosamente vegana. Oppure perché turbare le giovani menti facendo loro vedere Peter Pan Peter Pan che denigra il popolo delle pianure americane perché chiama quelli della tribù del Giglio Tigrato “pellirosse”? È offensivo nei loro confronti. Hollywood infatti, stimolato da questo sta cercando di ridoppiare tutti i film di John Wayne. 

Ma al posto della Walt Disney di oggi, in preda a questa smania di correttezza, noi non ci fermeremmo qui; noi revisioneremmo tutto. Hanno infatti dimenticato Biancaneve e i 7 Nani. Intanto già il titolo è denigratorio nei confronti di questi bambini “diversamente alti”. Poi incita alla pedopornografia. Lei che vive in casa con i 7 frugoli e li sfrutta pure mandandoli a lavorare in miniera. Cancellare. Troncare. Sopire. 

Walt Disney

E La Carica dei 101? Con quell’orrenda caricatura del compositore snob che offende la nobiltà del popolo britannico? O dei due paciocconi ladruncoli sprovveduti più simili a un film di Lino Banfi che a criminali veri? Ma soprattutto come non citare che per scappare i cani devono trasformarsi, celarsi e coprirsi di fuliggine per non essere riconosciuti? Un escamotage che rimanda alla vergogna del proprio gender. 

E vogliamo tacere di Lilly e il Vagabondo? Con il bambino in arrivo che invece di essere una gioia viene citato come “un fagottino di guai” invece che una benedizione del cielo? A quando una interrogazione della CEI e una scomunica con bolla papale? 

Walt Disney

Ma poi c’è Bambi, il cervo dalla coda “bianca” – attenzione attenzione alla white supremacy- detto “principino” perché fin dalla nascita destinato a regnare nella foresta? Vogliamo parlare dei diritti ereditari e della possibilità delle persone meno fortunate perché di meno nobile casata o censo di avere pari possibilità?

Alice nel paese delle meraviglie invece è regolare. Piace molto alla sinistra perché tutto questo andare e venire da mondi fantastici con l’aiuto dei funghi allucinogeni può essere un po’ come una canna fumata con gli amici, ormai sdoganata e diventata commercio solidale. 

Abbiamo cresciuto generazioni di bambini con i cartoni animati scorretti di Walt Disney. Per fortuna adesso possono crescere con la Play Station giocando a degli spara-ammazza in cui devono diventare dei narcotrafficanti, dei soldati di ventura, dei cattivi ragazzi che corrono in auto e scappano alla polizia dopo aver fatto gare clandestine su macchine rubate e truccate. Ecco, riequilibriamo il mondo. Diamo giusti segnali educativi e costruiamo una gioventù che sarà responsabile della nostra vecchiaia in base ai principi che gli abbiamo insegnato con questa nuova teoria educativa. Possiamo stare sereni.